Economia

Grande distribuzione, lavoratori in sciopero: sit-in di protesta a Santa Caterina e Ikea

"Alta adesione" alla mobilitazione indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per chiedere la definizione di un contratto collettivo nazionale di lavoro per la Gdo - fermo ormai da due anni - che non penalizzi i lavoratori del settore

Lavoratori in sciopero nei centri commerciali e due sit-in di protesta, uno davanti all'Ipercoop di Santa Caterina e all'Ikea di Mungivacca. La mobilitazione, indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ha registrato - secondo i dati forniti dai sindacati - un'adesione massiccia, con punte del 90% tra i dipendenti Ikea.

Alla base dello sciopero, il negoziato per la definizione di un contratto collettivo nazionale di lavoro per la Gdo, "che si protrae da ormai due anni - spiega la Filcams Cgil - e che continua a scontare posizioni di assoluta rigidità e un atteggiamento dilatorio da parte di Federdistribuzione". "Dopo il recesso dal contratto del terziario da parte dell’associazione datoriale fuoriuscita da Confcommercio ad inizio del 2012 - spiega il sindacato - le aziende, che ne sono associate, procedono con sempre maggior frequenza alla disdetta della contrattazione integrativa aziendale, determinando, in tal modo, un forte arretramento di diritti e tutele. Federdistribuzione inoltre, nonostante il recente rinnovo contrattuale sottoscritto da Filcams, Fisascat e UilTuCs con Confcommercio lo scorso 30 marzo, ad oggi, continua a dichiarare indisponibilità rispetto all’erogazione degli aumenti previsti, con la conseguenza che l’ultimo incremento salariale corrisposto ai lavoratori risale ad ottobre del 2013". Situazione simile nella Distribuzione Cooperativa, per la quale i sindacati contestano inoltre "la richiesta di un sistema di deroghe al contratto nazionale solo per l’area del meridione". "La richiesta di non applicare i diritti al sud - attacca Barbara Neglia, segretaria generale della Filcams Cgil - ci riporta indietro di quaranta anni, un modello basato sulle cosiddette “gabbie salariali”. Noi non permetteremo che questo accada".

Lo sciopero odierno, annunciano i sindacati, è solo il primo passo di una mobilitazione che vedrà nuove iniziative di protesta nei prossimi giorni.

 

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