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Scuola, i dati Cgil: "Oltre 3200 docenti pugliesi non potranno restare nella loro regione"

Lo scenario elaborato dal sindacato sommando i numeri sulla mobilità degli insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado: "Un quadro a tinte fosche"

1441 "trasferimenti coatti" nella secondaria di II grado, 711 nella secondaria di I grado e 1099 nella primaria. Sono in tutto 3.251 - secondo i dati elaborati dalla Cgil - "i docenti pugliesi che non hanno avuto la possibilità di restare nella loro regione", all'esito delle immissioni in ruolo per effetto della legge 107/215, nota come la 'Buona scuola'.

"Il quadro (a tinte fosche) dei trasferimenti fuori dalla nostra Regione è ormai completo; nonostante fossimo preparati al peggio, i numeri ci lasciano a questo punto sinceramente interdetti", commenta in una nota il segretario regionale della Flc Cgil, Claudio Menga. "Se pure dovessero riscontrarsi errori nella nostra elaborazione - precisa Menga - e tenendo conto di quelli che di sicuro il famigerato algoritmo ministeriale potrebbe aver  commesso pure stavolta, il dato rimane sconcertante".

In particolare, per quanto riguarda la scuola secondaria di II grado, i docenti che non hanno scelto la regione di destinazione (assunti in fase B e C dalle graduatorie ad esaurimento e fase c della mobilità), sarebbero in tutto 1441, 1.028 di posto comune e  413 docenti di sostegno. 

"A peggiorare il quadro, infine - è detto ancora nella nota - giungono dal Nazionale segnali preoccupanti sulla “chiamata diretta”. Giovani insegnanti donne, convocate dai dirigenti scolastici, riferiscono che durante i colloqui sono state poste loro domande sui figli piccoli, sulla volontà di prendere un’aspettativa in caso di gravidanza o sulla richiesta di assegnazione per avvicinarsi a casa. La gravità di quanto accaduto in questi colloqui, se confermata, è tale che il Ministro Giannini è dovuta già intervenire invitando le insegnanti a segnalare questi casi agli Uffici scolastici".

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