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42 anni fa l'omicidio di Benedetto Petrone, il ricordo in piazza Libertà: "La nostra storia è antifascista"

La cerimonia in ricordo del giovane militante ucciso da una squadraccia fascista a Bari si è tenuta in mattinata. Il sindaco Decaro ha ricordato l'appuntamento a Milano il 10 dicembre in difesa della senatrice a vita

Si è tenuta in mattinata la cerimonia in ricordo di Benedetto Petrone, giovane militante comunista barbaramente ucciso da una squadraccia fascista a Bari. Ed è proprio davanti alla targa che ricorda l'omicidio avvenuto 42 anni fa, che si è tenuta la celebrazione, organizzata dall'amministrazione comunale in collaborazione con il Comitato XXVIII Novembre, il Coordinamento provinciale antifascista, l’ANPI e l’IPSAIC. Presenti alla cerimonia anche la sorella di Benedetto, Porzia, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il sindaco di Bari, Antonio Decaro.

"La storia di Benny è la nostra storia - ha spiegato Decaro - Una storia di parte, una parte netta, quella antifascista, ed è la storia del nostro Paese, fondata sui principi di libertà, di democrazia, di rispetto della libertà di pensiero e di espressione, scritti nella nostra Costituzione. In questo periodo gli anticorpi democratici sembrano vacillare di fronte all’odio e alla violenza espressi da più parti: se siamo costretti a mettere sotto scorta una donna di 89 anni che ha vissuto l’orrore dell’Olocausto, significa che quei principi sono seriamente a rischio. E noi non possiamo permetterlo". Ha poi ricordato che i sindaci di tutta Italia, indipendentemente dalla sensibilità politica di ciascuno, si ritroveranno il 10 dicembre a Milano per essere la scorta civile di Liliana Segre, "perché non c’è spazio per nessun fanatismo, se non quello della libertà e della democrazia".

Poi l'accenno alla terribile aggressione da parte di alcuni militanti di Casapound ai manifestanti del corteo 'BarinonsiLega': "Quella sede è stata chiusa e quelle persone oggi sono sotto processo, a dimostrazione che lo Stato esiste e che esistono gli anticorpi democratici" ha ricordato il sindaco.
"E ricordare ogni anno l’omicidio di Benny non è un rito vuoto, una commemorazione stanca: siamo qui non solo per ricordare un giovane militante ucciso per le sue idee, ma per testimoniare che noi tutti, insieme, siamo anticorpi viventi di democrazia e insieme dobbiamo difendere i nostri principi costituzionali.
Benny ha lasciato un segno indelebile nella nostra città con la sua passione, con il suo impegno sociale, con la sua battaglia contro le disuguaglianze nella città vecchia. E noi su quella traccia stiamo andando avanti, con l’aiuto di tutte le associazioni che sono al nostro fianco" ha poi concluso.

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