"I nostri eroi": il Risorgimento pugliese riscoperto da Bianca Tragni

La scrittrice altamurana racconta a Bari Today il suo ultimo libro: dalla genesi ai protagonisti che ha voluto far conoscere. Un pezzo di storia tutta pugliese, "un patrimonio di cui andar fieri"

La scrittrice Bianca Tragni

“L’idea del risorgimento Italiano che mi sono fatta in tanti anni è che si tratta della pagina più bella, insieme al Rinascimento, della Storia d’Italia”. Ed è questa idea che come un sottile spago, cuce ogni pagina di questo libro: “I nostri Eroi”. Bianca Tragni, dopo essersi dedicata per lungo tempo alla sua Altamura federiciana, prosegue il suo viaggio nella storia e giunge alla sua ennesima pubblicazione.  Il Risorgimento italiano è certamente uno dei capitoli più dibattuti della storiografia, ma la scrittrice continua fermamente: “a  prescindere dalle cadute e dagli errori fatti dopo, dallo Stato Unitario sono tutte cose che non possono inficiare la purezza degli ideali dei Nostri  Eroi”.

Innanzitutto in quale filone letterario si inserisce "I nostri eroi"?

"E’ un saggio di storia del Risorgimento, scritto in forma  letteraria;  per cui si legge come un romanzo, costellato di “medaglioni” (cioè le vite, in breve, degli Eroi) e si usa come un manuale (il sottotitolo è per l’appunto “Breve manuale di storia del Risorgimento in Puglia”)".

Quali le motivazioni che 'l hanno spinta a far luce su questo periodo storico?

"Nel 2011 ho celebrato il 150° dell’Unità d’Italia come Presidente dell’apposito  Comitato Pugliese. Per questo ho girato tutta la Puglia, ho scoperto luoghi, nomi e fatti spesso sconosciuti, relativi a quel periodo. Così mi sono messa a studiare, o meglio ad approfondire una cultura locale che si inserisce a pieno titolo nella cultura nazionale ed europea dell’800. Ciò per trarla dal provincialismo localistico per cui, per esempio, a Bari non si sa cosa successe a Lecce, a Foggia non si sa cosa successe a Brindisi ecc. Con questo libro ho cercato di farla diventare patrimonio comune di tutti i pugliesi e gli italiani. Un patrimonio di cui andar fieri".

Quali sono state le fonti? 

"Le fonti sono state tantissime. Prima le classiche (i grandi trattati di storia del Risorgimento e storia del Mezzogiorno dei maggiori studiosi, da Croce a Galasso, da Lucarelli a De Cesare ecc.); poi le locali che sono numerosissime e difficili da trovare. Ogni paese infatti ha il suo storico locale, le sue memorie di cui è geloso; è una miriade infinita di pubblicazioni piccole e piccolissime, a volte modeste, a volte preziose. Leggerle in connessione tra loro è stata una scoperta meravigliosa".

Cosa è emerso durante la ricerca di interessante, c'è un dato da sottolineare in modo particolare?

"La cosa più importante che è emersa da questo lavoro è la partecipazione alta e massiccia dei pugliesi al Risorgimento d’Italia. Alta perché gli Eroi da me riscoperti  erano tutte persone degnissime per cultura, per moralità, per stato sociale. Massiccia perché, pur nelle proporzioni di numeri statistici che non erano a quel tempo i numeri di oggi, comprendeva tanta gente di tutti i ceti sociali (nobili, borghesi, artieri, popolani). E’ questa grandezza che stride con la piccolezza dei Briganti,  esaltati da troppi, in questi tempi, come se fossero il “vero Sud” ribelle e ignorante:  qualcosa di cui vergognarsi, non di cui vantarsi".

Chi sono i protagonisti e,  in generale, cosa racconta il suo libro?

" I protagonisti sono quegli uomini (giuristi, medici, poeti, prelati, scienziati ecc.) che fecero proprie le nuove idee di libertà e uguaglianza,  che venivano dalla Rivoluzione Francese e dall’Illuminismo. E per esse combatterono contro la tirannide imperante, sacrificando ricchezze, titoli, famiglia, stato sociale, libertà personale e spesso anche la vita. Il libro racconta queste vite eroiche e travagliate, fatte di cospirazioni, esili, carcerazioni, torture, persecuzioni. E fra questi eroi ci furono anche donne coraggiose: popolane come Lucia Pezzuto di Manduria, borghesi come Caterina Riccardi Tateo di Putignano, nobili come Fulvia Miani di Cassano delle Murge,  religiose come suor Colomba Sabini di Altamura. Anche a queste donne dimenticate bisogna rendere giustizia".

La ricerca e la stesura di “I nostri eroi” hanno portato via un anno all’autrice; “in senso stretto”, come tiene a precisare perché “le conoscenze utilizzate non sono solo quelle acquisite in questo anno, ma si basano su quelle acquisite in una intera vita di studi”.

 

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