Martedì, 26 Ottobre 2021
Cultura

Bif&st nella bufera, polemiche sull'ufficio stampa: "Nessuna selezione pubblica per i giornalisti"

Ordine dei giornalisti e Associazione della Stampa sollevano la questione relativa alla gestione dell'ufficio stampa regionale del festival: "Nessuna procedura pubblica seguita per le selezioni"

Un festival sovvenzionato con fondi pubblici, ma che sceglie il personale al quale affidare l'ufficio stampa senza alcune procedura pubblica. E' polemica sul Bif&st, il festival del cinema di Bari in programma dal 2 al 9 aprile. A sollevare il caso relativo alla gestione dell'ufficio stampa regionale, sono, in una nota congiunta, Ordine dei giornalisti e Associazione della Stampa, "costretti a tornare, come ormai ogni anno, sulla vicenda".

"Anche per questa VII edizione – denunciano i rappresentanti dei giornalisti – il direttore artistico Felice Laudadio non ha ritenuto opportuno selezionare tramite bando i giornalisti chiamati a svolgere tale ruolo per la manifestazione, nonostante i ripetuti solleciti inviati dal sindacato ad attingere tramite pubblica selezione dalla (purtroppo) sempre più lunga lista di colleghi disoccupati. Lo scorso 28 gennaio è stato emanato dall'Apulia film commission un avviso pubblico per la selezione dell'ufficio stampa nazionale e internazionale dell'edizione 2016, mentre per l'ufficio stampa regionale, che cura i rapporti con la stampa e diffonde i comunicati alle testate locali per conto del Festival 2016, alcuna procedura pubblica ci risulta sia stata seguita".

Assostampa e Ordine regionale rilevano quindi come l’ufficio stampa in questione risulti composto da due persone, di cui solo una iscritta all'Ordine professionale. "Il sindacato e l'Ordine dei giornalisti – conclude la nota – ricordano che, a maggior ragione per un festival sovvenzionato da fondi pubblici, e dunque dai contribuenti pugliesi, e di diretta emanazione di un ente pubblico, qual è la Regione Puglia, sarebbe opportuno seguire le prescrizioni delle normative in materia (legge 150 del 2000), invece di perseverare nella selezione personalistica e fiduciaria di persone non iscritte all'Albo professionale e che, per questo, sono tacciabili di esercizio abusivo della professione giornalistica".
 

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