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Sabato, 20 Aprile 2024
Cultura

Dagli sketch social al primo film, Daniele Condotta si racconta: "Checco Zalone ha dato un'identità ai comici pugliesi"

Il 37enne content creator sta riscuotendo successo con il film 'Per un pugno di like' - disponibile su una celebre piattaforma streaming - curandone la sceneggiatura e recitando al fianco di comici pugliesi e non solo. "Guardando Toti e Tata ho capito di voler fare il comico"

"Volevamo creare una commedia che fosse davvero per tutti, senza quegli elementi più volgari che oggi si riscontrano nel genere. E viste le tante chiamate e i messaggi ricevuti da adulti e bambini, direi che l'obiettivo è stato raggiunto". A parlare è Daniele Condotta, barese 37enne all'anagrafe, content creator social dal 2015. Con i suoi sketch comici si è fatto apprezzare da un pubblico non solo pugliese e da febbraio alla sua prima prova attoriale e da sceneggiatore nel film diretto da Giancarlo Doronzo, 'Per un pugno di like'. Pellicola prodotto dalla Talos Film e distribuito dalla Draka, disponibile oggi nel catalogo di un'importante sito di streaming video. Ne parliamo con lui.

Daniele com'è nata l'idea di 'Per un pugno di like'?

È nata dall'incontro con la Talos, a cui ho proposto una mia idea per un film che fosse godibile davvero da tutti. Era un sogno che avevo nel cassetto da tempo. La sceneggiatura l'abbiamo completata a gennaio dello scorso anno, poi sono partite le riprese.

Il mondo dei content creator è al centro della pellicola e non a caso hai coinvolto tanti colleghi, non solo pugliesi.

Sì, la volontà era quella di raccontare al pubblico, sempre con lo strumento dell'ironia, cosa c'è dietro a questo nostro lavoro, visto che a loro arriva solo il risultato dell'azione creativa, ovvero il video. Nella commedia invece si parla di tutto quel business che c'è dietro e alla fine ne emerge anche una critica al fatto che alcune persone per ottenere visibilità venderebbero anche i genitori. Non a caso è centrale nella storia anche il rapporto con produttori, agenti e altre figure che seguono questa linea di pensiero.

Qual è stata la più grande difficoltà del passaggio al mondo del cinema?

I tempi dilatati. Con i contenuti che creo per i social so di poter comprimere tutto in pochi minuti, nel film è diverso perché la durata si allunga sensibilmente e quindi devi essere bravo a mantenere il pathos per tutto il tempo. Devi poi presentare una storia credibile, che non abbia buchi narrativi e che, appunto, non annoi. Questo cambiamento è stata la sfida più complessa.

Una sfida vinta?

Visti i riscontri, direi di sì. Abbiamo ricevuto tanti commenti positivi. Chiaramente come in tutto ci sono state le critiche e io stesso avrei cambiato qualcosa se lo rivedo ora. Ma pensando che è un 'prodotto zero' direi che sono più che soddisfatto.

Il futuro per Daniele Condotta ora proseguirà in questo mondo?

Mi piacerebbe in futuro scrivere un altro film, ma non un sequel di 'Per un pugno di like', bensì una storia diversa. Vedremo, ma intanto continuo a lavorare come content creator e a completare la scrittura del mio spettacolo teatrale, che sarà in tournée a partire da dicembre.

Però non nasci comico

Vero, e tuttora continuo a lavorare come tecnico per una società di telefonia. La strada della comicità era un sogno fin da bambino, guardavo in televisione gli sketch di Toti e Tata e lì ho pensato che avrei voluto fare lo stesso. Poi una volta diventato adolescente, in un villaggio turistico feci la mia prima esibizione. Fu una sensazione bellissima e capii che quella strada volevo seguirla. Sono partito con scenette di coppia nel 2015 al fianco di Mariangela Cardone, poi i collaboratori sono aumentati sempre più.

Colleghi che hai portato con te anche in questa avventura videoludica. Cosa ha permesso ai comici pugliesi di affermarsi a livello nazionale?

Credo che ormai da diversi anni la comicità pugliese abbia sviluppato una sua identità, lontana dall'essere 'macchietta' come ai tempi di Lino Banfi. Io credo che questo sdoganamento a livello nazionale sia dovuto soprattutto a Checco Zalone, che rimane un mio modello per genialità e creatività, come Gennaro Nunziante per la scrittura. Tra i nomi che possiamo citare c'è anche Pino Campagna e, più recentemente, Pio e Amedeo, che hanno saputo rendere 'normali' per tutta Italia modi di dire che appartengono al nostro dialetto.

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