Venerdì, 14 Maggio 2021
Regionali Puglia 2015

Candidati 'impresentabili', quattro i pugliesi nella lista della commissione Antimafia

A cinque giorni dalle elezioni arrivano i risultati della verifica avviata dall'ufficio di presidenza della Commissione parlamentare Antimafia. Dei quattro aspiranti consiglieri indicati, tre sono del centrodestra, uno del centrosinistra

Sono in tutto quattro, per la Puglia, i cosiddetti candidati 'impresentabili' individuati dalla Commissione parlamentare Antimafia. E' il risultato della verifica avviata nelle scorse settimane dalla commissione presieduta da Rosy Bindi, e che ha riguardato tutti i candidati delle sette regioni chiamate al voto. Obiettivo era quello di individuare quei candidati che secondo il codice etico di autoregolamentazione delle candidature non avrebbero dovuto essere inseriti nelle liste delle regionali, sebbene la pubblicazione di tali nominativi non comporti l'esclusione dalla competizione elettorale. Per il momento i nomi resi noti sono stati solo quattro - prima 'filtrati' durante la riunione della Commissione, poi confermati - mentre la lista completa sarà resa nota venerdì prossimo, al termine di ulteriori verifiche.

Dei quattro candidati pugliesi individuati, tre sono in corsa con il centrodestra, uno con il centrosinistra. In quest'ultimo schieramento il nome è quello di Fabio Ladisa, ex consigliere comunale di Bari, in lista con i 'Popolari per Emiliano'. Secondo le indicazioni dell'Antimafia, Ladisa sarebbe stato rinviato a giudizio per furto aggravato e tentata estorsione. Nel centrodestra, invece, il primo nome è quello di Giovanni Copertino, di Monopoli, candidato con Forza Italia a sostegno di Adriana Poli Bortone, in passato più volte consigliere regionale, presidente della giunta e assessore con Fitto. Secondo quanto reso noto dall'Antimafia, sarebbe stato coinvolto in un procedimento per corruzione aggravata e altro, conclusosi con sentenza del 14 febbraio 2011, in cui veniva dichiarata la prescrizione. Contro tale sentenza pende la fase di appello. Gli altri due candidati sono invece entrambi brindisini e in corsa con Schittulli. Il primo è Enzo Palmisano, del Movimento politico Schittulli. Secondo quanto reso noto dall'Antimafia, sarebbe stato condannato in primo grado per corruzione aggravata, associazione per delinquere semplice, truffa aggravata dal danno patrimoniale di rilevante gravità, commessi nel 2003. Il procuratore di Bari ha comunicato che la Corte di appello ha dichiarato la prescrizione; è stato presentato ricorso e il procedimento pende in Cassazione. L'altro candidato è Massimiliano Oggiano, lista 'Oltre con Fitto'. Assolto in primo grado, Oggiano, secondo quanto reso noto dall'Antimafia, sarebbe imputato in appello per associazione mafiosa e corruzione elettorale.

LE REPLICHE DEI CANDIDATI: "VICENDA INACCETTABILE, NOI ANDIAMO AVANTI"

EMILIANO CHIEDE RITIRO DELLA CANDIDATURA DI LADISA - Dopo la diffusione dei nomi da parte della Commissione, il candidato presidente del centrosinistra ha chiesto il ritiro della candidatura di Ladisa. "Preso atto della comunicazione ufficiale della Commissione nazionale Antimafia - si legge in una nota diffusa in serata - il candidato presidente del centrosinistra pugliese Michele Emiliano ha chiesto al coordinatore della lista UDC, Realtà Italia, Centro Democratico di ritirare il candidato Fabio Ladisa dalla competizione elettorale uniformandosi così alle regole dettate dalla suddetta commissione".

SCHITTULLI: "MIEI CANDIDATI ENTRAMBI ASSOLTI" - "Per amore della verità - ha commentato il candidato presidente del centrodestra dopo aver appreso della diffusione dei nomi - intendo precisare che: Massimiliano Oggiano, candidato a Brindisi, è stato assolto in primo grado dai reati ai quali fa riferimento la Commissione Antimafia; Enzo Palmisano, sempre candidato a Brindisi, è stato assolto, per i reati che attengono alla Commissione Antimafia, perché il fatto non sussiste, per un altro reato (falso ideologico) non attinente alla suddetta Commissione, benché prescritto, ha comunque fatto ricorso in Cassazione. E allora la domanda che mi pongo e rimando a una riflessione comune: di fronte a un’assoluzione piena da parte di un Tribunale, per la Commissione Antimafia si è candidati “impresentabili” perché l’Accusa fa opposizione alla sentenza? E la presunzione di innocenza sancita dalla nostra Costituzione che fine ha fatto?".

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