Centrosinistra in subbuglio a 10 giorni dalle Primarie, Amati ai renziani (e non solo): "No a boicottaggi, sarebbero aiuto a Emiliano"

Il consigliere regionale è in corsa per la consultazione del 12 che sceglierà il candidato governatore da contrapporre a Centrodestra e M5S

“Non partecipare alle Primarie rischia di rivelarsi il miglior aiuto a Emiliano, perché sicuramente perde chi non combatte. Per questo chiedo a Italia viva, Azione, Giusta causa e Dario Stefàno di prendere parte alla competizione e metto a loro disposizione la mia candidatura per aggiungere eventuali condizioni a garanzia del migliore svolgimento”. Ad affermarlo è il consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie del centrosinistra fissate per il prossimo 12 gennaio 2020, in una corsa che lo vede impegnato contro il governatore uscente Michele Emiliano,il sociologo Leo Palmisano e l'ex europarlamentare Elena Gentile.

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L'appello di Amati arriva pochi giorni dopo il duro scontro tra Emiliano e il senatore Stefàno, con il governatore che accusava i renziani di voler boicottare le Primarie. “Mi pare che la situazione sia molto difficile per l’intera coalizione in vista delle elezioni regionali. Per questo non posso restare impassibile di fronte al disimpegno di Italia viva, Azione e Giusta causa, così come non trovo giusto liquidare con qualche battuta o insulto le critiche di Dario Stefàno - prosegue Amati -. Bisognerebbe ricordare, infatti, che la legge elettorale regionale è fortemente maggioritaria e quindi non tollera divisioni o disimpegni. Capisco benissimo le obiezioni di programma e di metodo che queste forze politiche pongono nei confronti di Emiliano; le capisco perché nella quasi totalità sono pure le mie e degli altri Consiglieri regionali di C-Entra il futuro. Ma per far vincere le nostre proposte di soluzioni ai problemi e un metodo di governo nuovo bisogna impegnarsi e coalizzarsi affinché il 12 gennaio esca un risultato diverso da quello che temono Italia Viva, Azione, Giusta causa e Stefano. Come fare? Entrando in campo e vivendo pienamente la competizione, per evitare - conclude - che il 13 gennaio possa cominciare il solito festival delle occasioni perdute”.

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