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Salute

Sei trapianti di rene in una settimana: maratona 'salvavita' nel Policlinico di Bari

L'ultima operazione ha riguardato un 53enne in dialisi che ha ricevuto l'organo donato dalla sorella. Gli interventi sono stati eseguiti dall'Unità Operativa di Urologia diretta dal professor Ditonno: "Usata una nuova tecnica di prelievo del rene mini invasiva, si effettua solo una piccola incisione"

Sei trapianti del rene effettuati in 7 giorni nel Policlinico di Bari. Grande lavoro dei specialisti dell'unità operativa di Urologia del nosocomio, impegnati in un'autentica maratona chirurgica: grazie al coordinamento del Centro regionale trapianti, sono state effettuate sei operazioni chirurgiche di trapianto di rene di cui due da vivente, con la donazione dell’organo arrivata dai familiari dei pazienti. Nel 2022 sono stati già effettuati 17 trapianti di rene da vivente e 51 con organi prelevati da cadavere: in tutto 68 trapianti di rene.

L’ultimo trapianto ha riguardato un uomo di 53 anni, in dialisi ormai da circa 4 anni, che ha ricevuto il rene donato dalla sorella, un’avvocata 52enne. La particolarità di questo intervento è che si è trattato di una coppia, fratello e sorella, con gruppi sanguigni differenti cosa che, in passato, rappresentava una barriera assoluta al trapianto. Il paziente, prima del trapianto, ha seguito una preparazione farmacologica per evitare il rigetto dell’organo. Nei giorni precedenti la donazione di organo e trapianto di rene avevano riguardato, invece, due sorelle.

I trapianti sono stati eseguiti dall’equipe del professor Pasquale Ditonno, direttore dell’unità operativa di Urologia del Policlinico di Bari. Per gli interventi da donatore cadavere, eseguiti dal professor Giuseppe Lucarelli e dai dottori Marco Spilotros, Carlos Miacola, Matteo Matera, Gaetano Palella e Michele Tedeschi, gli organi sono stati prima introdotti nelle macchine da perfusione che consentono una migliore ossigenazione dell’organo ed un miglior risultato funzionale dopo il trapianto.

"È stata una settimana intensa con sei trapianti un giorno dopo l’altro - spiega il professor Ditonno - Questo risultato lusinghiero deriva dalla grande generosità delle famiglie dei donatori, dal coordinamento tra le tante componenti della task force trapiantologica pugliese e dall’impegno e dalla responsabilità di tutti gli operatori sanitari. Abbiamo implementato, per i trapianti da vivente, una chirurgia mini invasiva per il donatore: quando preleviamo il rene lo facciamo per via laparoscopica con l’ausilio del robot che riduce al minimo il trauma e il danno estetico. Si effettua solo una piccola incisione e la ripresa funzionale per il donatore è piuttosto rapida, in soli due o tre giorni. Attraverso questa tecnica, inoltre, il rene arriva in ottime condizioni per essere trapiantato". 

“Grazie all’incremento del numero di donazioni possiamo dare una seconda vita ai tanti pazienti che sono in lista d’attesa per un trapianto. La grande generosità delle famiglie che in un momento di dolore scelgono di donare è il più grande atto di amore per la vita”, ha commentato il professor Loreto Gesualdo, coordinatore del centro regionale trapianti.

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