Studi per contrastare l'Hiv, negli Usa premiato progetto dell'Università di Bari: "Da noi competenze ed entusiasmo"

Claudia Fabrizio, ricercatrice tarantina dell'ateneo barese, tra i 15 italiani premiati a Boston durante il prestigioso congresso Croi: "Grande impegno di tutto il gruppo di lavoro"

Da sinistra Claudia Fabrizio e Annalisa Saracino

La ricerca scientifica internazionale vede protagonista anche l'Università di Bari, 'volata' a Boston con la ricercatrice Claudia Fabrizio, tarantina di origini, assegnataria di borsa nell'ateneo barese dove è stato portato avanti un importante studio sull'Hiv, presentato al prestigioso congresso Croi. L'appuntamento americano è tra i più attesi nel corso dell'anno perché consente ad esperti da tutto il mondo e addetti ai lavori di fare il punto sulle strade intraprese dalla comunità scientifica. E Bari recita un ruolo importante grazie all'equipe della Clinica Malattie Infettive con sede al Policlinico per un progetto che vede impegnato il Dipartimento Scienze Biomediche e Oncologia Umana dell'ateneo cittadino con il coordinamento dei professori Gioacchino Angarano, Annalisa Saracino e Laura Monno. Nello specifico, il progetto di ricerca è stato concepito dalla professoressa Saracino e portato avanti, oltre che da Claudia Fabrizio, anche dagli specialisti in formazione Davide Bavaro e Luciana Lepore oltre che dal tecnico di laboratorio Antonella Lagioia.

Il progetto di ricerca premiato a Boston

A salire sul podio del Croi è stata però Claudia Fabrizio, 35 anni, 'presenting author' del progetto, la quale ha parlato di fronte a una qualificata platea di esperti mondiali che hanno premiato 15 ricercatori italiani: "Abbiamo portato avanti - spiega - lo studio di una regione del genoma di hiv coinvolta, a quanto pare, nelle fasi iniziali dell'infezione, sia a livello di trasmissione del virus che nella risposta anticorpale". Conoscere a fondo il modo di agire del 'pezzo' di virus potrebbe rivelarsi molto importante in ottica di cura e prevenzione della malattia: "Questo segmento - afferma Fabrizio - potrebbe diventare un bersaglio di terapie immunologiche e anche analizzato nell'ambito dei protocolli sui vaccini. Siamo molto interessati ad approfondire questo aspetto".  La ricercatrice tarantina è una dei componenti di una squadra vincente che porta in alto il nome dell'università barese: "C'è un grande impegno - dice la dottoressa - e siamo fortunati perché nonostante le difficoltà di reperire i finanziamenti, il Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana riesce a vincere fellowship e a ottenere fondi, partecipando anche a database nazionali e a studi multicentrici nazionali. Tutto ciò non sarebbe possibile senza la collaborazione di tutti. Ci sono competenze ed entusiasmo". 

Il futuro: "Studio sempre più ampio"

L'auspicio è quello di proseguire il progetto, lungo una strada proficua: "Continueremo ad approfondire gli aspetti analizzati - dice Claudia Fabrizio - con uno studio più ampio e consistente di campioni. E' importante puntare in alto quando si fa ricerca, per raggiungere i migliori risultati". Studiare, analizzare e cresce, magari anche a Bari: "Mi piacerebbe continuare - afferma Fabrizio - a fare ricerca nell'ambito delle malattie infettive. Si spera sempre di poterlo fare nei posti al top ma mi intriga continuare a vedere crescere il luogo in cui vivo professionalmente e contribuire per un ruolo sempre più crescente della nostra sede".

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