Giovedì, 13 Maggio 2021
Salute

Un test del respiro per diagnosticare alterazioni al fegato: dalla ricerca di un team barese il contributo alla studio della steatosi epatica

Il lavoro, pubblicato in European Journal of Internal Medicine, rivista ufficiale della Federazione Europea di Medicina Interna, è coordinato dal Prof. Piero Portincasa, Direttore della Clinica Medica “A. Murri” dell’Università di Bari

Uno studio coordinato dal Prof. Piero Portincasa, Direttore della Clinica Medica “A. Murri” dell’Università di Bari (https://authors.elsevier.com/a/1cvtA3Or0KPw1y ), pubblicato in European Journal of Internal Medicine, rivista ufficiale della Federazione Europea di Medicina Interna, estende i risultati dal gruppo di ricerca sull’impiego di tecniche non-invasive per lo studio della steatosi epatica, ormai la malattia epatica cronica piu’ comune e insidiosa.

Lo studio è stato condotto in collaborazione con i colleghi internisti dell’IRCCS Ospedale Universitario Policlinico San Martino di Genova.

I ricercatori del gruppo di Bari avevano recentemente dimostrato che il “test al respiro” (breath-test) rilevava alterazioni precoci associate all’accumulo di grasso nel fegato in corso di malattie internistiche metaboliche.

“I risultati pubblicati sull’European Journal of Internal Medicine – spiega il Dr. Agostino Di Ciaula, primo autore della pubblicazione – ampliano le conoscenze fisiopatologiche delle relazioni tra accumulo di grasso intra- ed extraepatico, funzione microsomiale degli epatociti, livelli di adiponectina (ormone protettivo prodotto dal tessuto adiposo) e capacità del fegato di estrarre molecole che arrivano dall’intestino attraverso il flusso portale”.

Il Prof. Portincasa precisa: “in questa ricerca è interessante osservare come, grazie ad una tecnica non invasiva e ad un approccio tipicamente internistico a patologie che coinvolgono l’asse intestino-fegato-tessuto adiposo, sia possibile diagnosticare minime alterazioni metaboliche. Esse hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo di patologie epatiche secondarie all’accumulo di grasso, con rilevanti implicazioni di prevenzione primaria e secondaria in almeno il 30-40% della popolazione adulta”. 

Il titolo originale del lavoro è “Adiponectin involved in portal flow hepatic extraction of 13C-metacethin in obesity and non-alcoholic fatty liver” e gli autori sono Agostino Di Ciaula, Federico Carbone, Harshitha Shanmugham, Emilio Molina-Molina, Leonilde Bonfrate, Stefano Ministrini, Fabrizio Montecucco e Piero Portincasa. 

(In foto il prof. Piero Portincasa)

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