Le 6 aree protette più belle della provincia barese: boschi, doline, grotte, sentieri, lame, gravine e laghi

La nostra bellissima provincia non è solo mare, sole e aperitivi ma anche natura, storia e itinerari. Scoprite i luoghi da esplorare a pochi chilometri da casa vostra

©www.parcoaltamurgia.gov.it

Passeggiate tra i boschi, lungo sentieri sterrati e dal fascino remoto, dove la roccia si denuda e le terra lascia il posto a grandi depressioni naturali: tutto questo è possibile ammirarlo nelle riserve naturali e nei parchi della provincia barese, nei quali evventurarsi per un viaggio alla scoperta della geologia, archeologia, biodiversità e storia del nostro magnifico territorio. Ecco i luoghi più belli da scoprire:

Parco Alta Murgia 

Il contesto geografico è quello della Murgia di Nord-Ovest o Murgia Alta, a cavallo delle ex province di Bari e BAT, un imponente blocco calcareo, oggi  fortemente carsificato, che, a partire da 70 milioni di anni fa, è emerso e si è modificato, conservando sempre un alone di fascino e unicità, sino ai nostri giorni. Si tratta di un territorio eccezionale, caratterizzato da spazi immensi che si perdono nell'orizzonte o, a tratti, reso sinuoso da alture collinari che raggiungono anche 600 m di quota.
Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia custodisce al suo interno anche importanti siti di notevole interesse storico, archeologico e paleontologico, vista la presenza di realtà come i castelli federiciani, primo fra questi Castel del Monte, antichi ripari, jazzi e masserie, tracce di passaggi di dinosauri, ecc.

Parco Lama Balice 

Istituito con la Legge Regionale n. 15 del 05/06/2007, il Parco Naturale Regionale Lama Balice è il primo parco naturale che possa essere definito ‘urbano’, per la sua vicinanza ai centri cittadini di Bari e Bitonto; con un’estensione di 495, 2 ettari e una lunghezza di circa 37 chilometri il Parco di Lama Balice si pone in linea di continuità con il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, di cui condivide parte delle peculiarità naturalistico-vegetazionali e al quale è legato, dal 2012, da un protocollo d’intesa. Per la sua gestione nel 2008 è stata siglata una convenzione tra il Comune di Bari, il Comune di Bitonto e la Città Metropolitana di Bari (già Provincia di Bari), convenzione rinnovata a Giugno 2013. Nato per salvaguardare un territorio che presenta una peculiare biodiversità, il Parco mira a conservare gli habitat e le specie animali e vegetali tutelate dalla normativa regionale, a conservare e a recuperare i beni storico-architettonici presenti e a promuovere attività di educazione, di formazione, di ricerca scientifica e attività ricreative sostenibili.
Sede attuale del Parco, Villa Framarino è l’unica masseria, fra quelle presenti sul territorio, ad essere stata oggetto di restauro architettonico e a risultare attualmente fruibile al pubblico. La struttura sorge sui resti di un antico choria bizantino, nei pressi del quale è stato riconosciuto un decumano della centurazione dell’Ager Varinus.

Laghi di Conversano 

La Riserva Naturale Regionale Orientata Laghi di Conversano e Gravina Monsignore, estesa nel territorio di Conversano, sfoggia un gruppo di dieci doline carsiche che custodiscono pozzi di raccolta delle acque superficiali, "stagni temporanei mediterranei". Gli stagni di Conversano sono 10 e si sviluppano attorno al centro abitato. È possibile visitarli in sequenza percorrendo un percorso della lunghezza di 49 km per circa 3 ore e 30 min alla velocità di 15 Km orari, durante il quale è possibile incontrare numerose tracce della storia di Conversano. Il quadro naturalistico è arricchito dalla gravina di Monsignore, incisione carsica che si estende dai livelli più alti della Murgia di sud-est fino alla costa. In un’alternanza di aree boschive e pascoli, seminativi e oliveti, il territorio spicca per i fenomeni carsici di superficie e per il paesaggio rurale in pietra a secco con muretti, “casedde” e “specchie”. Di particolare interesse sono, inoltre, le aree archeologiche situate in aree limitrofe ad alcuni laghi, come Torre di Castiglione e Agnano.

Pulo di Altamura

A 9 km. da Altamura, nel mezzo dell'altopiano delle Murge, si apre quella che sembra una profonda voragine. Il nome esatto è Pulo, vera e propria dolina di origine carsica del tipo a scodella, creatasi per il convogliare delle acque piovane proprio in questo punto. 
Si è così creata una depressione di forma più o meno circolare il cui diametro è di circa 500 m. con una profondità massima di 75 metri. Lungo le pareti, in alcuni punti molto ripide, si sono create grotte e anfratti che indicano i diversi livelli di scavo delle acque. Queste grotte rappresentano un vero e proprio patrimonio archeologico perché furono abitate sin dalle età più antiche della preistoria. 
Alla base si apre un inghiottitoio, la Grotta del Pulo, profonda 30 metri, visitabile solo da speleologi. Il carsismo ipogeo, sotterraneo, è di casa qui nel territorio di Altamura. Lungo le pareti del versante nord, a netta pendenza verticale, si aprono anfratti e grotte, tra cui le cavità principali, la Grotta I e la Grotta II, frequentate dagli ominidi che, con il procedere dell’evoluzione naturale, avrebbero dato vita a quella specie che è stata definita poi come Uomo di Altamura, precedente all’Uomo di Neanderthal.  

Bosco difesa grande Gravina  

Il Bosco “Difesa Grande”, con i suoi circa 1890 ettari è uno dei più importanti complessi boscati dell’intera l Bosco “Difesa Grande”, con i suoi circa 1890 ettari è uno dei più importanti complessi boscati dell’intera Puglia. Situato a 6 km dal centro abitato di Gravina, nel medio bacino idrografico del fiume Bradano, si estende su un terreno collinare compreso tra il torrente Gravina ad Est ed il torrente Basentello ad Ovest, entrambi affluenti del Bradano. Le condizioni edafiche e climatiche, insieme alla particolare posizione geografica, determinano l’incontro tra la flora a carattere mediterraneo dell’altopiano murgiano e quella proveniente dal vicino Appennino lucano. 
Questa confluenza favorisce la presenza di numerosi habitat e genera una notevole biodiversità, che si esprime con un elevato numero di specie vegetali ed animali.
La varietà del paesaggio è tale che durante lo stesso percorso è possibile attraversare una cerreta d’alto fusto, salire sui pascoli di Stipa e ridiscendere verso le sponde di una sorgente perenne.
Il bosco era da sempre vissuto come una fonte di approvvigionamento di legname per la collettività gravinese. 

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Area Naturalistica di “Capotenda” Gravina  

L’area naturalistica di Capotenda è una delle meno conosciute ma tra le aree più affascinanti ed incontaminate della gravina di Gravina in Puglia. Camminando lungo l’area archeologica del Padreterno, alle pendici del colle di Botromagno, a ridosso del torrente, l’area si trova a circa 800 metri di percorso, a monte del Ponte Acquedotto Madonna della Stella. Caratterizzata da due parti, una più ampia e piana, a ridosso del torrente Gravina, ed una più stretta e ripida, con rocce spettacolari che stringono vasche d’acqua di contenimento, dove fino a pochi decenni fa i gravinesi erano soliti fare i bagni nella stagione estiva. Notevole anche la presenza di un’alta falesia nelle rocce, presso la quale nidifica il Corvo imperiale, nel periodo di maggio, quando è più facile vedere questi volatili planare sulla zona. Probabile il toponimo Capotenda possa richiamare una zona dove ci si accampava, come stazione di passaggio, poichè Gravina è stata sempre area importante lungo le vie storiche, ad esempio la Via Appia romana.

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