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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Gli "All you can eat" sono davvero sicuri? Cosa emerge dall'indagine di Altroconsumo

Quantità, qualità, prezzi bassi: cosa c'è da sapere

Quanto ci piacciono i ristoranti "All you can eat", ma possiamo fidarci? I ristoranti in cui si può mangiare a volontà ad un prezzo stracciato si basano su un criterio imprenditoriale molto semplice: privilegiare la quantità a scapito della qualità. Il che non vuol dire necessariamente che ci siano rischi per la salute o che il cibo non possa essere saporito e apprezzato. Anzi. La prima cosa da specificare è che non tutti i ristoranti sono uguali e che dunque generalizzare è (come sempre) sbagliato.

I ristoratori "All you can eat" riescono a contenere i costi acquistando specie di allevamento, comprando in stock, utilizzando lo stesso tipo di pesce non molto costoso per decine di preparazioni diverse, oppure presentando in primo piano i piatti con molta pasta o molto riso, quelli in genere più abbondanti, così da saziare subito il cliente con materie prime a prezzo contenuto.

Del tema ci siamo già occupati in passato. La novità è che l'associazione "Altroconsumo" ha realizzato un'indagine tra la fine di agosto e l'inizio di settembre 2021 su 10 ristoranti giapponesi della Capitale e 10 ristoranti milanesi al fine di verificare sicurezza e qualità sia dei piatti che del servizio. I risultati sono stati pubblicati ieri. Vediamoli insieme. 

All you can eat: cosa è emerso dall'indagine di Altroconsumo

Per quanto riguarda l'igiene generale dei locali (bagni compresi) tutti i ristoranti hanno ottenuto valutazioni almeno buone. Anche per quanto concerne la modalità di servizio si sono riscontrati giudizi positivi: i camerieri di sala indossavano, infatti, abbigliamento consono e pulito e la mascherina a copertura di naso e bocca. Non tutto però è andato per il verso giusto. Ci sono stati casi (2 a Milano, 3 a Roma) di operatori che manipolavano gli alimenti senza mettere la mascherina protettiva. Ma soprattutto, si legge nell'indagine, in un terzo dei ristoranti non è stato controllato il green pass. Un'altra mancanza è stata riscontrata misurando la temperatura dei piatti che, per evitare lo sviluppo di microrganismi patogeni, dovrebbe aggirarsi sui 10°C. Nella maggior parte dei locali la temperatura rilevata era superiore ai 20°C con un picco di 26.7°C in un ristorante a Milano.

Veniamo al capitolo alimenti. Per controllare i livelli di igiene due pietanze (tra le più classiche) sono state portate in laboratorio, ovvero un'insalata di alghe (goma wakame) e il nigiri. Nulla di eclatante, ma qualche problemino c'è stato. Non sono stati rilevati microrganismi pericolosi come la Salmonella, ma è emersa comunque la presenza di batteri indicatori di una scarsa igiene come gli Stafilococchi e l'Escherichia coli. Non si sono riscontrate problematiche, invece, per quanto riguarda la presenza di mercurio e istamina. Dal punto di vista dell'igiene, se a Roma solo in 1 ristorante non è stata raggiunta la sufficienza, a Milano a ottenere una bassa valutazione sono stati ben 7 su 10. I risultati dell'analisi sono in chiaroscuro: se è vero che non sono emersi rischi per la salute, l'igiene non è proprio impeccabile e spesso la qualità del pesce non è certamente al top. Per l'indagine completa rimandiamo all'articolo di Altroconsumo.

Fonte: Today.it

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