Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Estorsione aggravata e continuata, in manette due affiliati al clan Parisi

Arrestati padre e figlio. Avrebbero taglieggiato i dipendenti di un bar di cui erano stati titolari fino al marzo 2012, quando la magistratura aveva sequestrato l'attività, sottoponendola ad amministrazione giudiziaria

Avrebbero taglieggiato sei dipendenti di uno dei bar di cui erano stati titolari - sottoposto ad amministrazione giudiziaria dal marzo 2012 - costringendoli  a versare parte del loro stipendio. In particolare, avrebbero preteso una somma pari alla differenza tra l'attuale retribuzione, corrispondente alle effettive ore di lavoro, e quella precedentemente pattuita, inferiore di circa 300 euro al mese.

Con questa accusa sono finiti in manette Biagio e Salvatore Cassano, di 57 e 35 anni, padre e figlio, ritenuti dagli inquirenti prestanomi del clan Parisi. I due infatti erano intestatari di bar, gelaterie, bracerie, ma anche auto di lusso e conti per un valore di circa 10 milioni di euro, riconducibili al clan, e sequestrati dalla magistratura  nel marzo 2012.

Secondo quanto denunciato da alcuni dipendenti di uno di questi locali, però, i due avrebbero continuano a frequentare l'attività anche dopo il sequestro giudiziario, pretendendo il denaro.

Gli interrogatori di garanzia sono stati fissati per lunedì prossimo davanti al gip Marco Guida che, contrariamente alle richieste del pm, non ha contestato agli arrestati l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa. Agli indagati è stata sequestrata una villa a Polignano a Mare (Bari) del valore di circa 200mila euro.

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