Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Pizzo ai commercianti del rione Libertà, la faida Mercante-Strisciuglio al tappeto: 36 condanne e tre assoluzioni

Le pene più alte, a 16 anni, inflitte ai pregiudicati De Bernardis e De Caro: gli episodi contestati risalgono al periodo tra il 2013 e il 2014, in cui i due gruppi erano in conflitto tra loro

Si è concluso con 36 condanne e tre assoluzioni il processo di primo grado celebrato a Bari a carico di altrettanti imputati ritenuti affiliati ai clan Mercante e Strisciuglio, accusati di estorsioni, traffico e spaccio di droga, tentati omicidi, detenzione di armi e furti di auto e moto.

Le condanne, a pene comprese tra i quattro mesi e i 16 anni di reclusione - di cui dà notizia l'Ansa - sono state inflitte, al termine di un processo con rito abbreviato, dal gup del Tribunale di Bari Maria Teresa Romita. La pena più alta, a 16 anni di reclusione, è andata ai pluripregiudicati Alessandro De Bernardis e Domenico De Caro.  

A processo con rito ordinario ci sono attualmente altri sette imputati, tra i quali il boss Giuseppe Mercante, soprannominato 'Pinuccio il drogato'.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini condotte dalla polizia e coordinate dai pm della Dda di Bari Lidia Giorgio e Giuseppe Gatti, nel periodo tra il 2013 e il 2014, i due gruppi che all'epoca erano in conflitto tra loro per il controllo delle attività illecite nel quartiere Libertà, avrebbero costretto i commercianti del rione a pagare il pizzo, arrivando a versare somme fino a 2mila euro al mese, e rubato auto e moto in strada, o all'interno di Policlinico e Fiera del Levante, chiedendo centinaia di euro per la restituzione dei mezzi.

Nel corso delle indagini sono stati documentati oltre duecento episodi di spaccio: fu rinvenuto anche un libro mastro della droga su cui erano appuntati i quantitativi di stupefacente venduto e le relative somme di denaro.

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