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Inchiesta corruzione gip De Benedictis, confessa anche il penalista Chiariello: "Il magistrato mi ha chiesto di aiutarlo"

La richiesta da parte del gip - limitata agli ultimi 18 mesi - sarebbe legata a problemi personali di De Benedictis, secondo quanto riportato dall'avvocato nell'interrogatorio di garanzia, durato più di due ore

Dopo la confessione del gip De Benedictis, nel pomeriggio anche il penalista barese Giancarlo Chiariello ha confermato gran parte degli episodi per cui era stato arrestato sabato scorso con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. L'avvocato ha confessato durante l’interrogatorio di garanzia (durato circa due ore e mezza) che si è svolto nel Tribunale di Lecce dinanzi al gip Proto e al pm Prontera.

Secondo quanto riportato dalla difesa, il penalista Chiariello, assistito dagli avvocati Andrea Sambati e Raffaele Quarta, ha ricostruito con dovizia di particolari i tre episodi di corruzione, sui 4 contestati, e la genesi del rapporto con il giudice De Benedictis. Ha detto di essere sempre stato vicino negli anni al gip, ma ha puntualizzato che il rapporto di corruzione è limitato agli ultimi 18 mesi, da quando De Benedictis è tornato a svolgere le funzioni di gip a Bari, dopo essere stato trasferito da Matera. Il penalista ha quindi precisato che è stato il magistrato a chiedergli di aiutarlo perché aveva una serie di problemi personali da risolvere. Durante l’interrogatorio Chiariello è stato più volte sopraffatto dalla commozione. I legali si sono riservati di chiedere al gip gli arresti domiciliari. 

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