Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Carrassi / Via Giuseppe Capruzzi

Mazzette per riallacciare la luce: in manette dipendente Enel

Ai domiciliari il responsabile di un punto distribuzione di energia elettrica: avrebbe chiesto più volte denaro ad un imprenditorein difficoltà che aveva subito l'interruzione della fornitura causa morosità

Avrebbe chiesto più volte denaro ad un imprenditore barese in difficoltà per riallacciare la fornitura di elettricità che era stata tagliata a causa del mancato pagamento delle bollette. Dopo aver ceduto per due volte alle richieste, l'imprenditore vittima dell'estorsione ha però deciso di denunciare tutto ai carabinieri, facendo arrestare il dipendente dell'Enel che gli aveva chiesto le 'bustarelle'.

Tutto comincia negli ultimi mesi del 2013: l’imprenditore, titolare di una ditta di lavorazione marmi, in serie difficoltà economiche, non riesce più a pagare la bolletta della luce. La fornitura viene interrotta. L'imprenditore cerca una soluzione, ma le difficoltà economiche continuano e anche il piano di rientro proposto dall'azienda di energia elettrica risulta comunque troppo costo.

I problemi vanno avanti fino a quando, il mese scorso, l’imprenditore si reca in uno sportello al pubblico di via Capruzzi per cercare una soluzione che gli consenta di continuare la propria attività, magari ottenendo rateizzazioni più favorevoli. E' qui che, a colloquio con il responsabile del punto energia, scatta la richiesta di denaro sottobanco: "Nessuno fa niente per niente...", si sente dire l'imprenditore. Così la vittima tira fuori i 300 euro che ha in tasca, e li consegna al responsabile. Ma al funzionario non bastano: ne chiede altri 200 per il pomeriggio. L’imprenditore è combattuto ma alla fine cede: l’elettricità viene riallacciata, il lavoro può continuare.

Sembra tutto risolto ma non passa molto prima che arrivino altre comunicazioni ufficiali che annunciano l’imminente distacco dell’elettricità per morosità. L’imprenditore si reca nuovamente dal responsabile della società di gestione e riceve un’ulteriore richiesta di 500 euro contanti.  Disperato, l'uomo preleva e consegna gli ultimi 200 euro che gli rimangono. Ma il responsabile insiste, serve tutta la somma altrimenti niente corrente.

A quel punto l'imprenditore non ce la fa più. Si reca dai Carabinieri della Compagnia di Bari-Centro e denuncia tutto. Viene informata la Procura della Repubblica, partono le indagini coordinate dal pm di turno.

Qualche giorno fa scatta la 'trappola'. I carabinieri preparano una consegna controllata dell’ultima somma richiesta. Le banconote vengono fotocopiate, 6 pezzi da 50 euro. Sono le 9 di mattina, scatta l’operazione a cui partecipano anche i responsabili della sicurezza dell’azienda, non meno interessati dei Carabinieri a fare luce sull’accaduto. La vittima si presenta presso lo sportello di via Capruzzi, entra e consegna 300 euro, divisi in sei banconote da 50. Pochi minuti dopo irrompono i Carabinieri: il responsabile del centro capisce che non c’è nulla da fare e senza opporre resistenza tira fuori dalla tasca la mazzetta appena riscossa. L’uomo, un 39enne originario di Napoli, incensurato, viene arrestato con l’accusa di estorsione aggravata. L’arresto viene convalidato e le accuse confermate, il Giudice per le Indagini Preliminare dispone gli arresti domiciliari.

Le indagini ora proseguono per cercare di capire se il funzionario si sia reso responsabile di altri episodi simili.

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