Muovere le mani con un 'guanto' 3d: Grap, innovativo esoscheletro per i diversamente abili

La startup barese ha realizzato un dispositivo che permette di recuperare gran parte della funzionalità degli arti compromessi da incidenti o malattie

Un momento della presentazione di Grap al Digithon 2017 (Foto fb)

Un vero e proprio 'guanto', leggero e facile da indossare, per ridare la possibilità di riutilizzare pienamente la mano grazie all'utilizzo di una tecnologia estremamente innovativa. Le startup in ambito biomedicale recitano un ruolo sempre più importante nel migliorare la vita di chi ha perso la funzionalità di parti del proprio colpo a causa di incidenti o malattie. E' il caso del progetto Grap, nato nel 2016 da un gruppo di laureati ed esperti di informatica e ingegneria meccanica, con l'obiettivo di migliorare nettamente la quotidianità dei diversamente abili: "L'idea - spiega Mario D'Innella, tra i responsabili della startup - nasce dal desiderio di poter restituire autonomia e sicurezza a coloro che hanno subito traumi agli arti superiori causati da lesioni della zona spinale, affetti da malattie neurodegenerative o da forme artritiche dell’arto superiore, favorendone il reinserimento sociale e cercando così, di evitare o limitare qualsiasi tipo di discriminazione".

Esoscheletro realizzato con tecnologia additiva 3d

Grap, acronimo per guanto riabilitativo automatico protesico è stato presentato anche nel corso di Digithon, la maratona di startupper svoltasi alcuni mesi fa a Bisceglie, conseguendo un buon risultato ed entrando nella top 20. Del team, assieme a D'Innella, fanno parte Pierluigi Delle Foglie (coordinatore del progetto e sviluppatore software), Stefano Ferri (responsabile progettazione meccanica) e Francesco Bruno. Come funziona? Il meccanismo è semplice: "Si tratta - specifica D'Innella - di un esoscheletro per arto superiore non invasivo, realizzato con tecnologia additiva 3D, che consente il recupero dal 60% al 90% delle funzionalità motorie di base del soggetto, a seconda che abbiano perso la mobilità della mano in forma totale o parziale. Le peculiarità del dispositivo sono la leggerezza, l'ergonomia ed essere al 100% personalizzabile. Tutti elementi che ne favoriscono la praticità di utilizzo".

Impulsi muscolari interpretati da sensori

Dal punto di vista tecnico presenta alcune particolarità innovative: "Le funzionalità sono gestite da due sistemi proprietari, il 'Touch System', in grado di interpretare gli impulsi muscolari attraverso sensori mio-elettrici trasformandoli in segnali capaci di impartire i comandi per apertura e chiusura delle dita della mano e lo 'Smart System' un algoritmo in grado di riconoscere le caratteristiche termiche dell'oggetto prima del contatto, generando utili feedback". Il pratica, una vera e propria mano 'impiantata' al posto di quella precedente, semplicemente infilando un guanto. Il progetto sta raccogliendo sempre più consensi, in un settore molto ambito dalle startup, puntando a crescere per finire, letteralmente, tra le mani degli utenti: "Siamo in contatto con diverse strutture ospedaliere per ricevere pareri utili a migliorare le prestazioni della protesi - aggiunge D'Innella - e siamo alla ricerca di partner finanziari e tecnici oltre che di marketing".

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