Cronaca

Marò arrestati in India, la famiglia Girone chiusa nel silenzio

La moglie e i genitori del marò barese, da ieri in stato di arresto in India insieme al collega tarantino Massimiliano Latorre, scelgono la strada del silenzio, rifiutando di parlare con i cronisti. Su Facebook la rabbia del fratello di Salvatore

Il marò barese Salvatore Girone

Dopo giorni di attesa e di speranza, la notizia dell'arresto preventivo di tre mesi, disposto ieri dalle autorità indiane, ha gettato nello sconforto i familiari di Salvatore Girone e di Massimiliano Latorre.

Chiusi nell'appartamento di San Girolamo, dove vivono i genitori di Salvatore, i parenti del marò barese scelgono il silenzio. Non rispondono al citofono e cercano di evitare l'incontro con i cronisti che li attendono davanti all'abitazione. L'unica a commentare brevemente la vicenda, avvicinata dai giornalisti, è una zia materna di Girone, che parla di "sconforto" dei familiari, ma anche, nonostante tutto, di fiducia nello Stato. La notizia è giunta inaspettata e ha destato in loro grande preoccupazione, spiega la donna, che però esclude l'ipotesi che i parenti possano recarsi in India, come annunciato invece ieri dal legale della famiglia Latorre. Duro invece il commento sulla vicenda di Alessandro, fratello di Salvatore, che domenica, prima ancora della notizia dell'arresto, sulla sua bacheca Facebook ha postato un link in cui si diceva: "Se i due marò fossero americani e non italiani forse sarebbero già a casa". Poi, con un aggiornamento di stato, ha commentato: "Stato di m..!"

Intanto in India la situazione resta tesa. Ieri sera, al termine di un lungo confronto con le autorità locali, il rappresentante diplomatico italiano, Staffan de Mistura, è riuscito ad ottenere che i due marò trascorressero la prima notte in arresto in un luogo separato, e non in una cella insieme agli altri detenuti. Almeno per ora, quindi, il "trattamento differenziato" concesso ieri dal giudice di Kollam sembra essere stato salvaguardato. Nel frettampo, la notizia dell'arresto ha suscitato una vera e propria ondata di indignazione sui social network, e oggi a Roma, davanti al Pantheon, è prevista una manifestazione di cittadini per chiedere l'immediata risoluzione della vicenda e il ritorno a casa deid ue marò.

 

 

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