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Scoperti due impianti abusivi di videosorveglianza a Bitonto: "Così controllavano le piazze dello spaccio"

Dieci le telecamere sequestrate in via Corte Pietrogianni e in via Pertini, nascoste all'interno di alcuni locali e abitazioni private

A proteggere le due distinte piazze di spaccio bitontine era un complesso - e abusivo - sistema di telecamere nascoste, attraverso le quali la malavita poteva controllare le vie dove avveniva lo smercio degli stupefacenti. Dieci in tutto gli impianti, scoperti dai carabinieri del Comando provinciale di Bari in collaborazione con la Compagnia di Molfetta, l’11° RTG CC Puglia, il Nucleo Cinofili di Modugno, con l'ausilio di un elicottero del 6° Elinucleo CC di Bari.

I controlli

I controlli sono durati 24 ore, partiti ieri mattina in via Corte Pietrogianni, nel centro storico della città barese. I militari, all’interno di un locale al primo piano di una palazzina in stato di abbandono, hanno trovato un monitor da 16 pollici, un dvr, due bobine di cavo elettronico lungo  circa 300 metri, un trasformatore due scanner con antenna e sei  microtelecamere. In un armadio, poi, sono state ritrovate centinaia di buste in cellophane, utilizzate per confezionare la droga. 

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Il secondo ritrovamento risale alla mattinata di oggi, nella periferica via Pertini. Qui risiede un soggetto già noto alle Forze dell'Ordine, che in casa aveva creato quella che i carabinieri definiscono "una vera e propria centrale di controllo delle parallele vie Sandro Pertini e via Spadolini". Dietro un muro di cartongesso nel salone, l’uomo aveva collegato ad uno schermo al plasma da 55 pollici, un DVR in grado di controllare ben 4 telecamere (due orientate su via Pertini e le altre due su via Spadolini), abusivamente murate su quattro distinti spigoli del terrazzo dell’edificio. Una canalina di plastica realizzata ad hoc consentiva l’alimentazione delle quattro
telecamere e la loro connessine all’apparecchio DVR installato nel salone dell’abitazione del soggetto, anche grazie all'utilizzo di circa 50 i metri di cavo.

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Come spiegano in una nota gli inquirenti

Attraverso il continuo monitoraggio video delle due assi stradali era possibile poter garantire la tranquillità ai pusher dell’organizzazione attiva nel quartiere, intenti a spacciare sui tetti di quel complesso di case popolari.

Già il 6 gennaio scorso i militari erano riusciti a sorprendere in flagranza di reato due spacciatori, trovati in possesso di un borsone contenente un chilogrammo circa di droga, già confezionata in dosi.

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