Emergenza tendopoli, sit-in degli avvocati in Prefettura: "No alla giustizia spezzatino, a Bari 5 immobili idonei"

In mattinata la manifestazione indetta dal presidente della Camera penale, Gaetano Sassanelli, che ha poi incontrato il prefetto. Intervenuto anche Emiliano: "Noi non abbiamo competenze in materia"

Un sit-in in corso Vittorio Emanuele, davanti alla sede della Prefettura di Bari, per richiedere urgentemente di risolvere le problematiche della giustizia penale barese. Una 40ina di avvocati hanno risposto 'presente' in mattinata alla manifestazione indetta dal presidente della Camera penale di Bari, Gaetano Sassanelli, riunendosi in presidio dalle 12, per richiedere un incontro con il prefetto Marilisa Magno.

Il sit-in

Incontro poi effettivamente concesso alla delegazione, composta dallo stesso Sassanelli e dal presidente dell'Ordine degli avvocati di Bari, Giovanni Stefanì. Al centro del tavolo di discussione, naturalmente, ci sono le gravi condizioni con cui sta venendo amministrata la giustizia in questo periodo, con i processi urgenti che da più di due settimane si svolgono nella tendopoli installata in via Nazariantz, nel parcheggio dell'- ormai ex - tribunale penale, dichiarato inagibile dal Comune di Bari.

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L'avvocatura barese è compatta contro la volontà del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che la scorsa settimana aveva dichiarato di voler richiedere una decretazione d'urgenza nel caso in cui la manifestazione d'interesse per la ricerca di un immobile - l'apertura delle buste a Roma è prevista in mattinata - non portasse a un risultato adeguato. "Quasi certamente sarà così - spiega Sassanelli - perché il Ministero ha permesso di proporre anche immobile di ampiezza inferiore ai 15mila mq, che per noi è il minimo per poter ospitare adeguatamente personale, processi e documenti. Così si andrà incontro a uno spezzettamento della giustizia in più sedi. Una cosa assolutamente inaccettabile".

In realtà, come fanno notare gli avvocati, immobili dell'ampiezza adeguata a Bari esistono. E sarebbero addirittura cinque, anche se non hanno l'autorizzazione per l'utilizzo richiesto dai penalisti. "Chiederemo quindi al prefetto - ha spiegato Stefanì - di utilizzare i suoi poteri di requisire immobile in caso di emergenze, come quella che stiamo vivendo. Anche i proprietari degli immobili sono d'accordo nel concederli per ospitare il tribunale penale finché non si completa la Cittadella della Giustizia".

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Dopo l'incontro il prefetto Marilisa Magno si è dimostrata disponibile ad ascoltare le istanze degli avvocati, "assumendosi l'impegno di riportarle al ministro - ha poi ricordato Sassanelli -, speriamo bene. Noi avvocati non vogliamo passare per coloro che non hanno fiducia nelle istituzioni, anche se sono ben 20 anni che aspettiamo una soluzione di questo problema, e già questo basterebbe per non averne più".

Emiliano: "Non si può usare la nuova sede del Consiglio regionale"

In tarda mattinata è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha discusso animatamente con i penalisti presenti. I manifestanti hanno accusato il governatore di incuria sulla questione: "Non si è neanche presentato alla tendopoli in queste settimane" criticavano i presenti.

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. "Non sono stato mai invitato - ha replicato Emiliano -, neppure durante la visita del ministro. Eppure il mio numero ce l'avete. Purtroppo la Regione in questo caso non ha competenze adeguate per poter intervenire. E' una materia che concerne lo Stato e, a livello locale, la Prefettura". Tra le richieste fatte al presidente, c'era quella dell'utilizzo temporaneo della nuova sede del Consiglio regionale in via Gentile, a Japigia. Ipotesi esclusa a priopri da Emiliano: "L'immobile non ha quella destinazione. Dovremmo adattarlo con nuovi lavori ed è una proposta impossibile da realizzare".

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