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"Spese gonfiate" dopo l'incendio del suo locale: ristoratore barese a processo per truffa al Fondo vittime di usura

Secondo l'accusa il 45enne Marcello Pacucci, con la complicità di due operai, avrebbe cercato di aumentare le spese da inserire nell'istanza presentata alla Prefettura, dopo un rogo nel suo ristorante, 'Il Cucchiaio Segreto'

Avrebbe tentato di truffare il Fondo di solidarietà per le vittime dell'estorsione e dell'usura, 'gonfiando', con la complicità di due operai, le spese da inserire nell'istanza presentata alla Prefettura per accedere al fondo. Con questa accusa un ristoratore barese, il 45enne Marcello Pacucci, titolare del ristorante 'Il cucchiaio segreto', è stato rinviato a giudizio - riporta l'Ansa - per tentata truffa aggravata.

I fatti risalgono al 2014 quando il ristoratore denunciò di aver subito un incendio che aveva distrutto il suo ristorante, negando richieste estorsive o minacce, ma facendo poi richiesta per accedere al Fondo. Dopo la denuncia sporta da Pacucci alla Polizia, gli investigatori, coordinati dal pm della Dda di Bari Ettore Cardinali, avviarono intercettazioni telefoniche per capire chi ci fosse dietro il rogo doloso, scoprendo così che l'uomo avrebbe incaricato due operai suoi complici (per gli stessi fatti condannati con rito abbreviato alla pena sospesa di 2 mesi e 20 giorni di reclusione) di manomettere il punto cassa e il forno e poi di aumentare le spese da inserire nella istanza alla Prefettura: l'importo, secondo l'accusa, sarebbe stato "maggiorato" di circa 4700 euro. Il processo inizierà a settembre 2020 dinanzi al giudice Monocratico del Tribunale di Bari Anna Perrelli.

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