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Invasione di olio straniero in Puglia, la denuncia di Coldiretti: "Milioni di chili nei magazzini"

Il report di Coldiretti, basato sui dati del Ministero delle Politiche agricole, certifica un aumento di circa il 10% rispetto allo scorso anno

 Invasione di olio estero nei magazzini pugliesi. A certificare la presenza di oltre 9 milioni di chili di olio extravergine d'oliva in Puglia - aumento di quasi il 10 per cento rispetto al 2018 - è una analisi di Coldiretti Puglia su dati del ministero delle Politiche agricole. Report che svela così le motivazioni dei prezzi in caduta libera che stanno mettendo in ginocchio la produzione regionale, proprio nell’annata della ripresa dopo il crollo - fino all’85%, della produzione - registrato nel 2018 a causa delle gelate.

A favorire gli arrivi di olio straniero dall’estero è la mancanza di trasparenza. Eppure sarebbe obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati, come denunciano i coltivatori in una nota, è quasi impossibile, nella maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile. Inoltre spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli. Insomma, i consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente. “Dall’anello più debole della catena fino alla trasformazione, tutta la filiera dell’olio è strozzata da pratiche commerciali che hanno fatto crollare del 40 per cento il prezzo dell’olio.

L’invasione di olio d’oliva spagnolo con le importazioni che nel 2019 crescono in quantità del 48 per cento non fanno che aggravare la situazione con gravi ripercussioni sul mercato e sull’Uliveto Italia”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. “Le speculazioni in campagna vanno stanate sui banchi di vendita al consumo. In una bottiglia di olio venduta sugli scaffali della grande distribuzione a 2 o 3 euro è impossibile sia contenuto olio extravergine di oliva perché non coprono neanche i costi di produzione. L’olio extravergine di oliva made in Italy non può essere venduto a meno di 7-8 euro al litro allo scaffale. Bisogna guardare con più attenzione le etichette, acquistare oli sulla cui etichetta è esplicitamente indicato che siano stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente da aziende olivicole e frantoiani che fanno della tracciabilità il fiore all’occhiello aziendale”, aggiunge il presidente Muraglia.

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