Economia San Paolo

“Per tutte le ricchezze di Bari”: l’Italia che riparte con le Zes nel Mezzogiorno

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Da Federico II all’Interporto Regionale della Puglia: quando la visione strategica dello sviluppo può rilanciare il Sud e l’Italia. Ieri pomeriggio presso l’Interporto di Bari è andato in scena l’incontro sul tema “La riforma portuale tra passato, presente e futuro”, promosso dai Propeller Clubs di Bari, Brindisi e Taranto. Presenti i Presidenti dei Club pugliesi, le autorità che hanno salutato la platea e gli studiosi del settore. La figura eclettica e lungimirante di Federico di Svevia, soprattutto in Puglia, ha fatto da apripista a un modo di ripensare il presente alla luce dei grandi progetti del passato. Ha introdotto così il suo intervento il Presidente dell’Interporto Pugliese e del Propeller Club di Bari, Davide Degennaro, evidenziando che la stessa infrastruttura ospitante il convegno è esempio di investimento di rilevanza strategica, citata come best practice nel Piano Junker. L’Interporto regionale della Puglia, infatti, dopo solo 8 anni dal completamento dei suoi lavori, registra il totale raggiungimento dei suoi obiettivi strutturali ed operativi, con 50 aziende insediate, 2500 dipendenti e 44 treni movimentati a settimana, che raggiungono molteplici destinazioni, in Italia e anche oltre confine, nel cuore dell’Europa. I saluti istituzionali delle Assessore regionale Curcuruto e comunale Tedesco hanno rimarcato come, pur nel rispetto delle vocazioni, l’economia del territorio debba prevalere perché si cresce solo insieme, in un’ottica di cooperazione interregionale. Umberto Masucci, Presidente Nazionale dei Propeller Clubs, ha ringraziato la Regione Puglia per aver unito le forze e le competenze per un’economia del mare, recuperandone la leadership e strutturandone la storica vocazione. Il dibattito ha preso il via con la presentazione del libro “La riforma portuale di Federico II” di Alfonso Mignone (Propeller Club Port of Salerno) sulla prima legislazione dei porti nel Meridione varata da Federico che, nonostante la paventata accusa di eccessivo dirigismo statale, è stato pioniere di una visione che mirava alla specializzazione delle infrastrutture attraverso le vocazioni di ogni porto. L’intervento del Presidente dell’Autorità di Sistema portuale dell’Adriatico, Ugo Patroni Griffi, ha evidenziato che le attuali ZES (Zone Economiche Speciali) per le politiche di investimento al Sud siano state preconizzate proprio da Federico II. Il Presidente ha quindi puntato il focus sul metodo di creazione del valore attraverso agglomerati che favoriscano le economie in espansione e rilancino i vecchi fasti del territorio pugliese, un tempo Porta d’Oriente e crocevia di traffici e di opportunità geopolitiche da ripescare, compreso il comparto Logistico che copre il 3% del Pil e che è messo a dura prova in questi anni di recessione. Le battute finali sono state assegnate al prof. Dino Borri del Politecnico di Bari che ha posto l’accento sul tema culturale delle comunità del mare e sull’assetto logistico, con gli esempi più eclatanti di Livorno e di Molfetta, e al prof. Federico Pirro dell’Università barese che ha sottolineato quanto la business community di Bari non percepisca l’importanza degli strumenti di pianificazione strategica e che le piccole aziende locali esportino ancora poco e siano simili a “gazzelle isolate”. Per gli scali pugliesi si sta prefigurando un cammino difficile e faticoso, quello della cooperazione in un contesto europeo competitivo. Ma che può compiersi solo in maniera corale e con la ferma volontà e il sostegno degli amministratori e della classe dirigente.

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