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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Elezioni

Bufera sulle liste Pd in Puglia, due consiglieri presentano ricorso: "Scelte illegali e modalità sessiste, vanno annullate"

L'iniziativa annunciata da Fabiano Amati e Ruggiero Mennea, che si si sono rivolti alla Commissione nazionale di garanzia: "Nel partito della legalità non si va in Parlamento con scelte illegali"

"Abbiamo presentato un ricorso urgente alla Commissione nazionale di garanzia per annullare le liste del PD Puglia e modificarle. Se sei un partito che in Parlamento va per difendere la legalità non puoi nominare i parlamentari con atti illegali e modalità sessiste". Ad annunciarlo, in una nota, sono due consiglieri regionali del Partito democratico, Ruggiero Mennea e Fabiano Amati. Non si placano dunque le polemiche dopo le scelte sulle candidature del partito in Puglia in vista delle elezioni Politiche del prossimo 25 settembre.

Già ieri era arrivato il pesante attacco di Amati, preceduto anche, nei giorni scorsi, dal gesto del senatore Dario Stefano, che ha annunciato il suo addio al partito proprio in disaccordo con le scelte operate dalla segreteria nazionale. Oggi, l'iniziativa annunciata da Mennea e Amati.

"Le liste del PD Puglia - scrivono in una nota - sono state composte in violazione delle seguenti regole: parità di genere perché composte con soli capilista uomini; mancanza di elezioni primarie o sistema di ampia consultazione (contendibilità); uguaglianza di tutti gli iscritti; designazioni collegiali; rappresentatività politica e territoriale; pubblicità della procedura di selezione; modalità democratica di approvazione delle candidature attraverso organi rappresentativi; rinunce e sostituzioni senza riconvocare la direzione nazionale. Numerose violazioni, dunque, in grado di determinare l’annullamento delle liste dei candidati dei collegi plurinominali e uninominali per Camera e Senato della circoscrizione Puglia, così da permettere la ricomposizione delle liste con modalità legali, ossia in conformità agli Statuti del partito".

"Auspichiamo - concludono - un’immediata convocazione della Commissione nazionale di garanzia per la decisione del ricorso e senza alcuna esitazione. E nessuno venga a dire che la questione è politica, perché la prima questione politica negli Stati democratici è la legalità: togli il diritto e lo Stato diventa una banda di briganti, avrebbe detto qualcuno molto più importante e più santo di noi".
 

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