La Puglia si prepara al picco dei contagi: nove strutture dedicate all'emergenza e ospedali 'riconvertiti' per la rete Covid

Presentato il piano della Regione, elaborato su uno scenario che prevede circa 2mila contagi: nel Barese, gli ospedali di Terlizzi e Triggiano saranno destinati ad accogliere malati in fase post-acuzie

Nove strutture su tutta la Regione operative nella Rete Covid-19 (il Policlinico di Bari, gli Ospedali Riuniti di Foggia, l'ospedale Perrino di Brindisi, il SS Annunziata di Taranto/Ospedale Moscati il Vito Fazzi di Lecce, il Vittorio Emanuele II di Bisceglie, ma anche l'ospedale ecclesiastico Miulli di Acquaviva delle Fonti e le case di cura private Medical Villa Lucia di Conversano e Anthea Hospital di Bari), affiancate da altri ospedali che da strutture per lungodegenze e cronicità verranno nuovamente 'riconvertiti', temporaneamente, per ospitare i pazienti colpiti da Coronavirus in fase post acuzie (per il Barese, il Fallacara di Triggiano e il Sarcone di Terlizzi). In totale tra i 9 presidi saranno attivati un totale di 306 posti letto in terapia intensiva di cui 54 già attivi gli altri attivabili in caso di necessità.

E' questo il cuore del piano sanitario messo in campo dalla Regione Puglia per fronteggiare il picco dei contagi legato all'emergenza Coronavirus. Un sistema che, come spiegato questa mattina nel corso di una videoconferenza stampa, mira innanzitutto a potenziare il numero di posti letto disponibili in terapia intensiva. Il piano illustrato oggi si basa su uno scenario che prevede nella nostra regione un picco massimo di circa duemila contagi. Attualmente i posti letto di terapia intensiva attivati sono 54, a questi si sommeranno altre 252 unità: 144 attivabili nel pubblico, 58 al Miulli e 50 nei due privati.
Per quanto riguarda i reparti di pneumologia, i posti letto attivi ora sono 124 per i casi di coronavirus ma ne sono attivabili 403, per un totale di 527. Infine, allo stato attuale ci sono 131 posti attivi nei reparti di Malattie infettive, ma ne sono attivabili altri 251, per un totale di 382 unità. Quindi, complessivamente sono riservati ai pazienti Covid 1.215 posti letto per l'emergenza. La rete ospedaliera si completa con i posti letto per le post acuzie, cioè riservati a quei pazienti contagiati dal coronavirus che hanno superato la fase critica ma che devono restare ricoverati perché potenzialmente ancora capaci di trasmettere il virus: in totale sono già disponibili 352 posti letto per post acuzie e 192 attivabili, per un totale di 545 unità. In totale, quindi, 1.760 posti letto per l'epidemia.

Fino a domenica sera, i contagi registrati erano 248 in tutta la regione: 63 casi in provincia di Bari, appena uno in meno a Foggia, 48 in provincia di Lecce e 41 nel Brindisino, seguiti dalla BAT con 22 e poi Taranto, provincia con il primo caso pugliese di paziente positivo al Coronavirus, con 12 casi. Brindisi e poi Foggia, in termini percentuali, le province più colpite. Al momento i ricoverati sono 148, di cui 34 in terapia intensiva.

Ma i dati sono in rapida evoluzione, come spiegato questa mattina dal presidente Michele Emiliano, insieme al direttore del dipartimento Politiche per la Salute Vito Montanaro e al responsabile del coordinamento emergenze epidemiologiche Pier Luigi Lopalco - del Piano Ospedaliero Coronavirus della Regione Puglia.

In apertura del suo intervento, Emiliano ha fatto delle raccomandazioni ai medici, chiedendo loro di autopreservarsi e di non correre rischi inutili: "Non abbiamo un numero sufficiente di Dpi per tutti, le nostre scorte sono limitate. Questo problema è gravissimo. Evitate ad ogni costo la visita personale, soprattutto per tenere di riserva un numero di medici. I nostri ospedali non sono saturi, sono ancora agibili. Il personale in questa fase non deve infettarsi in corsia senza avere una utilità". Nel frattempo sono state sospese tutte le attività non urgenti: "Questo naturalmente provoca alcuni disagi alla popolazione ma era fondamentale sia per tenere preservato il personale da possibilità di contagio sia per evitare che i pazienti potessero contagiarsi in sala di attesa. In ospedale si entra solo con il 118" ha ribadito Emiliano.

"La battaglia fondamentale - ha spiegato Emiliano - si fonderà sulla dotazione tecnologica,  abbiamo 202 posti aggiuntivi in terapia intensiva ma abbiamo anche bisogno di ventilatori che stiamo aspettando dalla Protezione civile. Attualmente siamo in grado di fronteggiare un aumento di ricoveri in rianimazione in un maniera abbastanza agevole". La dotazione necessaria in caso di scenario a 202 posti letto aggiuntivi di cui 68 già dotati delle apparecchiature necessarie comprende 225 ventilatori polmonari, 225 monitor per rilevazioen parametri vitali, 25 centrali di monitoraggio, 890 pompe per infusione per farmaci, 210 pompe per nutrizione enterale, 210 sistemi di aspirazione, 225 umidifcatori. 184 posti letto per la Terapia intensiva di cui 144 attivabili. 72 degli enti ecclesiastici di cui 58 attivabili, 50 da attivare per le case di cura, per un totale di 306, di cui 54 attivati per il Covid-19 e 252 attivabili. Per il reparto di Pneumologia pronti 527 posti letto di cui 124 già pronti, per il reparto di Malattie Infettive previsti 382 posti letto di cui 251 attivabili.

"Ci auguriamo che tutte le misure messe in atto possano modificare andamento curva contagi e vedere la prossima settimana i primi effetti delle restrizioni del governo, ha detto Lopalco, spiegando che, in ogni caso, il picco resta atteso per gli ultimi giorni di marzo. "L'età media dei 248 positivi è di 59 anni - ha spiegato ancora - Il 70 per cento dei soggetti positivi eè asintomatico", ha aggiunto confermando che sono gli uomini i più colpiti.

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(foto di repertorio Ansa)

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