Ricercatori baresi in prima linea nella lotta al tumore della colecisti: importante scoperta al 'De Bellis'

Gli studiosi sono riusciti a dimostrare come bloccare la ricezione di 'informazioni' per le cellule malate e inibire l'aggressività del colangiocarcinoma impedendo la formazione di nuovi vasi sanguigni indispensabili per rifornire il tumore

Un'importante scoperta nella lotta ai tumori è stata messa a segno dall'equipe di ricercatori dell'Irccs De Bellis di Castellana Grotte, nel Barese: gli studiosi sono riusciti adimostrare come bloccare la ricezione di 'informazioni' per le cellule malate e inibire l'aggressività del colangiocarcinoma, più noto come cancro alla colecisti, impedendo la formazione di nuovi vasi sanguigni indispensabili per rifornire il tumore.

Il lavoro di ricerca è durato 4 anni ed è stato finanziato dall'Airc con 500mila euro e descritto con uno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista internazionale Cell Death and Differentiation. Si tratta, per ora, di una ricerca preclinica ma con modelli innovativi che lasciano sperare in un approccio terapeutico nel prossimo futuro. Lo studio è stato realizzato da Serena Mancarella, ricercatrice precaria, coadiuvata da Grazia Serino e Francesco Dituri, recentemente stabilizzati mediate lo strumento della Piramide della Ricerca.

“Una ricerca condotta interamente al de Bellis, che si apre al filone delle neoplasie gastroenteriche - commenta il direttore scientifico dell'Irrcs De Bellis, Gianluigi Giannelli - eccezionale per impegno, sacrificio e abnegazione dei ricercatori coinvolti e che ha visto nel corso degli anni intessere importati collaborazioni internazionali come quella, sul tema, con la Mayo Clinic. Il messaggio da diffondere è proprio questo: oggi fare ricerca nella propria terra è possibile in centri di eccellenza come il de Bellis, che crede fortemente nei giovani ricercatori, formandoli, inserendoli in network scientifici internazionali, dando loro la possibilità di confrontarsi con i migliori al mondo per portare le acquisizioni all’interno della comunità scientifica dell’Ente. E’ il caso della dottoressa Mancarella, che ha fatto esperienza negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, o del dottor Dituri, anche lui formatosi in Gran Bretagna, entrambi oggi orgogliosi di poter lavorare con eccellenti risultati in Puglia”.

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