Bari, ecco Auteri: "Onorato di far parte di questa famiglia. Dopo una delusione si può ripartire più forti"

Il tecnico cinquantanovenne originario di Floridia approda ufficialmente sulla panchina del club biancorosso. "Non voglio rivoluzionare ma la squadra va puntellata in ogni reparto"

Il giorno della presentazione di Gaetano Auteri è finalmente arrivato. Dopo aver apposto la firma su un contratto della durata di due anni con il Bari il tecnico siciliano è stato presentato alla stampa dal presidente Luigi De Laurentiis e dal direttore sportivo Giancarlo Romairone.

Proprio LDL ha preso la parola all'inizio, iniziando dai ringraziamenti al tecnico esonerato: "Ringrazio mister Vivarini che è stato con noi per tutta la stagione, voglio salutarlo perché abbiamo passato insieme un anno importante e di crescita. Anche con lui è stato un percorso di grande umanità e serenità. Il mister ha avuto ottimi risultati, siamo arrivati a un soffio dalle porte del paradiso. Il risultato non c'è stato, ci siamo sentiti e abbracciati telefonicamente. Entrambi siamo cresciuti professionalmente, ha lasciato un bellissimo ricordo. Lo ringrazio di cuore. Oggi siamo qui dopo aver passato giornate al telefono con Giancarlo Romairone. Dover ripartire era fondamentale, insieme abbiamo avuto il coraggio di prendere decisioni forti. Questa piazza ci ha sempre seguito, è una piazza che merita, puntiamo a un nuovo corso e siamo pronti, voglio dare il benvenuto a Gaetano Auteri, il mister si è subito dimostrato pronto, combattivo, andremo in ritiro a breve. Sarò con il mister e il ds a bordo campo a seguire il percorso, credo in una società presente. Auguro buon lavoro al mister".

Parole di stima anche da parte del neo-ds, che lo ha voluto fortemente per dare uno scossone a una squadra potenzialmente depressa dopo l'occasione sprecata: "Dopo aver capito cosa vuole la proprietà e cosa chiede l'ambiente biancorosso ho ritenuto che mister Auteri fosse la persona giusta per dare un impulso forte a ciò che vogliamo fare. Le parole sono state chiare, da oggi in poi si deve iniziare a lavorare con grande orgoglio e serenità. L'impatto che ci ha trasmesso mi rende contento di averlo accanto".

Ripartire più forti di prima dopo la delusione

Finalmente ha preso la parola Auteri, conosciuto come lo Special One di Floridia: "Sono onorato di far parte di questa famiglia. C'è un'intenzione comune, è l'indirizzo giusto, costruire insieme è fondamentale. Ogni componente lavora bene se c'è una società alle spalle. Ci prendiamo le responsabilità, conterà il campo con i suoi verdetti. Dovremo giocare per vincere, costruire un gruppo fuori dal campo. Abbiamo appena iniziato a lavorare con i ragazzi, sono sicuro che costruiremo un gruppo coeso e coerente". Auteri sa di giocarsi una delle occasioni più importanti della sua carriera: "Questo gruppo ha dimostrato di valere tanto, ci sono giocatori di assoluto livello e spessore. Dopo una delusione si può anche ripartire più forte di prima. Dal punto di vista dell'organico faremo le nostre scelte, anche negli anni passati ho l'abitudine di resettare tutto, non ho preclusioni, conta il lavoro del campo voglio vedere convinzione e senso d'appartenenza. Siamo il braccio di un progetto affidatoci dalla società. Lavoreremo senza stravolgimenti, l'unico handicap è essere partiti con un pizzico di ritardo ma abbiamo il tempo per recuperare. Dimentichiamoci gli obiettivi personali e creiamo un gruppo forte. Costruire le squadre è importante quanto allenarle ma questo gruppo ha già dimostrato di avere consistenza e spessore". 

Vecchio pallino del Bari

Auteri ha confermato di essere stato cercato dai galletti anche in passato, in due differenti occasioni: "Mi è capitato di essere molto vicino al Bari anche nell'anno del fallimento ma anche in precedenza con Guido Angelozzi. Non mi piace parlare di punto d'arrivo, sono uno che prende ciò che ha e tenta di tirarvi fuori il massimo. Mi piace essere molto concreto. In questo campionato per emergere non occorre essere soltanto belli, ma essere coesi e battaglieri, esprimere un buon gioco e avere organizzazione. Ci vuole soprattutto l'atteggiamento, lo useremo in casa e fuori, rispettando tutti. Ho capito come si muove la società e quali indirizzi ci dà, dovremo essere bravi da questo momento in poi. Ci sono giocatori di spessore tecnico e tattico".

Carattere da anti-divo

Ascoltando le prime dichiarazioni da tecnico biancorosso di Auteri, si ha la conferma di trovarsi davanti a un tecnico diverso, appartenenente alla dimensione del calcio di provincia, lontana dai riflettori e dall'apparenza. A chi gli chiede se un giorno gli piacerebbe allenare in Serie A, magari col Bari risponde: "Nel fare il mio lavoro non mi pongo troppe domande. Piuttosto penso di poterci arrivare nella mia lucida follia. A me piace insegnare calcio, stare sul campo, trasmettere, tirare fuori il massimo da ogni singolo elemento. Mi piace creare un contesto di gruppo e di squadra. Se saremo bravi a fare tutto ciò, siccome abbiamo qualità, sono convinto che giocheremo da squadra sempre. Questa piazza pretende, è viscerale, ma è uno stimolo, non un impedimento. Sappiamo che attraverso il nostro lavoro possiamo fare felici tante persone. Questo è già il nostro primo obiettivo. Io amo mettermi da parte, mi imbarazzano gli elogi, sono invece in prima linea quando c'è da superare momenti difficili. Il lavoro fa formare una corazza, una maschera di ferro, quasi non si riesce a gioire di quello che ottengo, non mi concedo voli pindarici, mi concentro su ciò che è e sul futuro. Qui a Bari, rispetto ad altre piazze in cui ho allenato, cambia il palcoscenico ma dal punto di vista dello stimolo sarei gratificato anche se allenassi una scuola calcio. Non ne faccio un discorso di opportunità, ciò che ho fatto me lo sono guadagnato sul campo. Io voglio essere me stesso, sono trasparente, ecco come sono. Ho voglia di sapere sempre di più, quel poco che ho fatto l'ho ottenuto con questo atteggiamento, non sono ruffiano e non sono abituato a parlare di me. Come mai ancora in C nonostante i buoni risultati? Forse perché conta più apparire che essere. Vivo di senso d'appartenenza, mi sento un dipendente, per la mia società faccio tutto. Ma mai dire mai. L'importante è essere a posto con la coscienza e avere voglia di trasferire".

3-4-3 e filosofia di gioco precisa

Auteri gioca principalmente con 3-4-3 e 4-3-3, porterà dunque nuovi concetti tattici rispetto al recente passato. "A prescindere dai numeri, dovremo creare una filosofia di gioco, all'interno di questo binario, creare un filo conduttore. I numeri contano poco, dovremo essere bravi a cambiare pelle e faccia. Antenucci? Giocatore straordinario, giocheremo con 3 attaccanti, lui lo conosco dai tempi del Giulianova, lo volevo quando ancora non era famoso, avevo avuto un buon occhio. Gioca ovunque, il nostro calcio d'attacco non darà punti di riferimento. Il nostro gioco d'attacco sarà fatto di mobilità e imprevedibilità, Antenucci è perfetto, lui non dà punti di riferimento, ci ho già parlato. Sono qui per valorizzare le nostre risorse, si vince e si perde insieme". Sui suoi metodi d'allenamento: "Non sono un sergente di ferro, voglio creare un filo conduttore, faremo allenamenti duri, ci sarà da sacrificarsi, si farà fatica, una seduta d'allenamento è come andare a scuola, lo devi fare con la giusta attenzione, c'è sempre da apprendere. Sono sicuro che i grandi, quelli con maggiore esperienza, daranno l'esempio. Le etichette lasciano il tempo che trovano".

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Mercato, niente stravolgimenti: puntellare e valorizzare

Qualcuno pensa che con Auteri si possa andare incontro a stravolgimenti di natura tecnica, la realtà è che il tecnico non vuole rivoluzionare la rosa ma richiede interventi mirati e funzionali all'espressione del suo gioco: "Il mio modo di vedere il calcio deve essere adeguato alle risorse, altrimenti è troppo semplice. Quelli bravi sono quelli che sanno sfruttare le risorse che hanno. Bisogna essere bravi a valorizzare. Non mi piace molto il mercato, non invidio i direttori sportivi, preferisco il campo. Dobbiamo recuperare Simeri che purtroppo è reduce da una problematica fisica e richiederà tempo per recuperare, valutare D'Ursi, Terrani, Neglia. Giocheremo con tre attaccanti sempre, in questo reparto bisognerà intervenire. Anche dietro giocheremo a tre, ne abbiamo di forti e importanti, ma dobbiamo metterci dentro caratteristiche fisiche diverse rispetto a quelle che abbiamo. Sappiamo ciò che serve, in tutti i reparti bisogna intervenire ma solo per consolidare una rosa che aveva già caratura. Portieri? Frattali è un portiere affidabilissimo, nelle nostre preferenze. Siamo coperti, in porta dobbiamo fare veramente poco. Abbiamo le persone giuste. Maita? Sa cosa penso di lui, se riesce a fare il salto di qualità mentale ci potrà dare una grande mano". Infine sullo staff: "Sono rimasti tutti tranne i collaboratori di Vivarini, sono arrivati il preparatore dei portieri, e il mio secondo con cui abbiamo condiviso tante avventure insieme. A chi mi ispiro? I paragoni mi onorano, ma lasciano il tempo che trovano. Ognuno di noi è sé stesso, io mi propongo di ottenere consenso e stima, perché così otterremo anche i risultati".

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