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Luigi De Laurentiis e Massimo Carrera (© SSC Bari)

Luigi De Laurentiis e Massimo Carrera (© SSC Bari)

Bari, De Laurentiis: "Decisioni difficili prese in mancanza di risultati". Carrera: "Non vedo l'ora di iniziare"

Il presidente biancorosso ha presentato il nuovo allenatore del Bari e ha rassicurato l'ambiente affermando che anche in caso di permanenza in C l'obiettivo rimarrà costruire una squadra da promozione

La giornata di martedì 9 febbraio è stata quella del ribaltone in casa biancorossa: il Bari ha comunicato l'esonero del tecnico Auteri e del d.s. Romairone, e contestualmente annunciato l'ingaggio di Massimo Carrera.

Nella mattinata di mercoledì, il nuovo tecnico è stato presentato (per modo di dire, visto che i baresi lo conoscono bene, avendo militato in biancorosso per cinque stagioni quando era ancora in attività come calciatore) in una conferenza stampa, introdotto direttamente dal presidente Luigi De Laurentiis.

"Ci tengo a ringraziare coloro i quali mi hanno accompagnato nella prima metà di questa stagione - ha esordito LDL -. Ringrazio il mister Gaetano Auteri e il direttore sportivo Giancarlo Romairone, sono persone di qualità. Conserverò il loro ricordo come persone vere. Quando ci sono risultati non soddisfacenti bisogna prendere delle decisioni. Oggi vi presento Massimo Carrera, lo abbiamo cercato, è stato entusiasta di tornare in questa città, con la sua famiglia hanno bei ricordi di Bari. Ci ha comunicato entusiasmo, voglia di fare, portare risultati. Ha tante responsabilità".

"Ho sentito dire da tanti che vorremmo restare in C - ha aggiunto il presidente - ma non è così. Ad oggi abbiamo investito decine di milioni di euro. Questo progetto deve salire di categoria. La C è un investimento a fondo perduto, si gioca su campi di patate, dove è impossibile esprimere il proprio gioco. Richiede adattamento, ci sono tante difficoltà".

La parola è passata poi a Massimo Carrera: "Ringrazio il presidente per l'opportunità. Prima di dire sì non ci ho pensato tantissimo perché a Bari ho passato cinque anni bellissimi, ho tanti ricordi. Sono entusiasta ed emozionato, non vedo l'ora di iniziare e risollevare il Bari. Qui ho iniziato davvero la mia carriera e voglio restituire qualcosa. Non ho mai allenato in Serie C ma conosco il calcio, è sempre lo stesso a prescindere dalla categoria. Non credo sia un problema. Alla Juve mi occupavo del settore giovanile, sono già calato nella realtà della Serie C. Sono convinto della mia scelta, Bari è Bari, non è Serie C, sono già proiettato al futuro, sto già pensando al Monopoli. Mercato? Ora vedremo col presidente se si potrà e si dovrà intervenire. Modulo? Lo fanno i giocatori, il Bari ha giocato quasi sempre 3-4-3, si partirà da quello per vedere se cambiare poi e valutare la disponibilità dei calciatori. Non ho un modulo fisso, in questa settimana cercherò di capire".

L'avventura in panchina di Carrera è iniziata insieme ad Antonio Conte, tecnico che a Bari ha lasciato un ricordo indelebile centrando la promozione. Diversi cronisti hanno chiesto al neo-allenatore dei Galletti quanto abbia influito la conoscenza dell'attuale tecnico dell'Inter sulla sua decisione di accettare Bari: "Non è stato Conte a consigliarmi, io a Bari ci ho giocato e ho dei ricordi bellissimi. Poi mi ha entusiasmato la passione del presidente per questo ho accettato, ora devo andare sul campo e valutare cosa posso fare con i ragazzi. Subentrare in corso non è mai semplice ma avrò un approccio simile a quello di sempre. Avrò a che fare con un gruppo di ragazzi che devono essere uniti, capire le problematiche che ci sono state, fargli capire cosa serve. Nel calcio ci vogliono passione ed emozione, ciò che viene dal cuore lo dirò ai ragazzi, sono stato calciatore prima di loro. Devo capire in che situazione è la squadra, conoscere singolarmente i ragazzi, il gruppo, parlare con gli 'anziani' della squadra. Sono discorsi che nasceranno al momento. Influenza Conte? Sono cresciuto con lui calcisticamente come allenatore, ho fatto la gavetta con lui. Quando ho iniziato da solo ci ho messo anche del mio ma qualcosa è rimasto. Voglio far tornare il Bari una squadra, formare un gruppo unito con un solo obiettivo. Solo così possiamo tornare in alto. Il mio Bari? Era una famiglia, il mio obiettivo è questo, farò il padre, cercherò di farli crescere da uomini e da calciatori. Ho preso un po' da tutti gli allenatori che ho avuto, Catuzzi incluso".

Stimolato dalle domande dei giornalisti sulla frattura con Romairone e le scelte che hanno portato a sollevare il d.s. dall'incarico, De Laurentiis non è sceso nei dettagli: "Se non avessi avuto tutti gli infortuni avrei i due capocannonieri, Andreoni si era ripreso e lo abbiamo riperso. Maita ha avuto il covid, Celiento altri problemi. Abbiamo fatto i salti mortali per portare Cianci, non è stato facile. La sorte, purtroppo, condiziona in questo sport. Se si vuole trovare il problema per forza troviamolo ma per me sono gli infortuni che ci hanno creato problemi. Non vogliamo restare in Serie C, dopo tutti gli investimenti affrontati punteremo al massimo risultato, non voglio pensare ad altro. Ne parleremo più avanti. La paura del futuro per via del passato è lecita ma è un fardello che deve sparire. Siamo qui a metterci la faccia, se dovremo continuare a riprovarci ci riproveremo. Ci sono più paure visto il periodo ma noi continueremo e il pensiero fisso è andar via dalla Serie C".

"Siamo arrivati a un capolinea del passato poiché come avviene in questo mondo, quando si nota la mancanza di risultati bisogna prendere delle decisioni forti - ha aggiunto il presidente -. Le ultime partite rendono più difficile la scelta di mandare a casa le persone. Detesto gli alibi, oggi saremmo stati potenzialmente a 49 punti se non fosse stato per dei rigori sbagliati. Fa parte del mestiere, arrivati quei risultati, siamo stati costretti a prendere quella decisione. Il primo anno abbiamo vinto il campionato, il secondo lo abbiamo perso in finale, è stato un percorso a ostacoli, questo è un altro ostacolo che stiamo cercando di saltare. Dopo la finale persa è stato il momento più difficile, oggi cerco di pensare in maniera propositiva per supportare le scelte del mister e del suo staff per aiutarli a ripartire forte. Momento difficile ma pieno di speranza. Tradito? No. Scelte discutibili? Con la sorte avremmo avuto più punti, poi nel nostro girone c'è una squadra aliena, guardando gli altri gironi il nostro rendimento non sarebbe disastroso. Sono qui a riconoscere errori di valutazione e delle scelte, ma per me contava la buona fede e la professionalità, per questo non mi sento tradito. Si fanno delle scelte, a volte i risultati arrivano, altre no".

Sono stati giorni pesanti, con tante critiche piovute addosso alla società e alla squadra, anche per questo De Laurentiis ha detto ai suoi di evitare di leggere troppo ciò che si scrive sul web: "Ho ricordato alla squadra di evitare di leggere i social, distrarsi, altrimenti è complicato, si rischia di perdersi. Sono un gruppo di ragazzi giovani, le pressioni minano la sicurezza, poi è un discorso di carattere. Anche per me non è semplice leggere certe cose, come società, ho la fortuna di riuscire a separare i social dal lavoro. Vengono letti e valutati ma alla squadra dirò di evitarli e concentrarsi sulla missione".

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