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Terlizzi in festa per Luca Mazzone, in piazza Cavour l'abbraccio della città al suo campione

Sul palcoscenico allestito con i cinque cerchi simbolo delle Olimpiadi, fatti interamente di fiori, l'omaggio al campione di handbike, tornato da Rio con due medaglie d'oro e una d'argento

Un palco allestito con il tricolore e i cinque cerchi olimpici, tutti fatti di fiori; un maxischermo per ripercorrere, attraverso dei video, i momenti più emozionanti delle sue vittorie a Rio e le tappe più belle della sua storia sportiva, iniziata con il nuoto e approdata, poi, all’handbike. E poi il calore dei suoi concittadini, la folla che si è radunata in piazza Cavour per abbracciare il 'suo' campione. Così ieri sera Terlizzi ha omaggiato Luca Mazzone, l’atleta paralimpico campione di handbike, tornato dalle competizioni di Rio de Janeiro con al collo due medaglie d’oro e una d’argento.

Momento clou della serata l’intonazione dell’inno di Mameli e la premiazione con una targa da parte del Sindaco, Ninni Gemmato, a nome e ringraziamento di tutta la città.

"Quando parliamo di disabilità, pensiamo alla rampa per disabili. Luca è riuscito a cambiare il senso di questa espressione: la ‘rampa’ per lui, è quella di lancio verso un glorioso futuro di successi. E’ riuscito a trasformare un handicap in una opportunità. Abbiamo  tanto da imparare da lui",  ha detto il primo cittadino.

Determinazione e coraggio, dunque, i tratti distintivi del campione di Terlizzi, che si sposano a generosità e bontà d'animo, come dimostra la sua decisione decisione di mettere all’asta la maglia che indossava a Rio per la causa di Felice Guastamacchia, il bimbo affetto dalla EBS, la sindrome di epidermolisi bollosa per cui l’intera cittadina di Terlizzi si sta attivando con iniziative di solidarietà. 

"Che posso dire? Un sogno che si è realizzato - ha detto Luca Mazzone, che ha voluto la madre accanto a se sul palco per tutta la durata della manifestazione, commentando i traguardi raggiunti a Rio - Da piccolo, guardavo le immagini di Mennea che vinceva con la maglia dell’Italia e il dito puntato al cielo. Così ho deciso che volevo vincere anche io. E ce l’ho fatta!".
 

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