Una messa nella cripta della Basilica di San Nicola aspettando Papa Francesco: è cominciato l'incontro dei vescovi del Mediterraneo

L'appuntamento vendrà conferenze e dibattiti nel Castello Svevo e in altri luoghi della città vecchia, culminando con la Santa Messa celebrata dal Pontefice domenica prossima in corso Vittorio Emanuele, alla quale assisteranno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il premier Giuseppe Conte.

Con una messa concelebrata nella cripta della Basilica di San Nicola dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana , il cardinale Gualtiero Bassetti, si è aperto a Bari l'incontro di riflessione e spiritualià 'Mediterraneo, frontiera di pace', che vedrà la partecipazione di una sessantina tra patriarchi, vescovi e rappresentanti religiosi provenienti da Europa, Asia e Africa.

L'appuntamento vendrà conferenze e dibattiti nel Castello Svevo e in altri luoghi della città vecchia, culminando con la Santa Messa celebrata da Papa Francesco domenica prossima in corso Vittorio Emanuele, alla quale assisteranno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il premier Giuseppe Conte. 

Stamane in Basilica, vi erano anche il governatore Michele Emiliano e il sindaco Antonio Decaro: “Siamo emozionatissimi e felicissimi. Si sta compiendo una profezia, di cui si parlerà in questo Sinodo di Vescovi" ha dichiarato Emiliano. "Tanti anni fa Papa Giovanni Paolo II  - ha aggiunto il presidente della Giunta regionale - quando venne qui a Bari affidò un compito alla città e alla regione: quello di essere il luogo dove costruire il dialogo ecumenico e anche interreligioso tra tutte le genti del Mediterraneo. Piano piano siamo arrivati a questo evento e la giornata del 23 febbraio sarà qualcosa di straordinario: non so quante volte il presidente della Repubblica e il Papa si siano incontrati fuori da Roma”.

"La scelta di Bari - ha invece affermato il sindaco Decaro -, da parte del Cardinale Bassetti e della CEI, che ringrazio di cuore, come sede di questo incontro, unico e straordinario, conferma la vocazione, quasi identitaria, di questa città e della sua comunità: di quella pastorale, sollecitata dall’attività costante, quotidiana e generosa di una Arcidiocesi dinamica e attiva, guidata da Monsignor Cacucci - che ringrazio con particolare affetto -, e di quella civica e laica che, nel tempo, ha reso Bari protagonista di straordinari eventi religiosi e politici. Bari è una grande città del Mediterraneo che da sempre fa i conti con la vitalità di un mare che porta con sé gli echi di altri Paesi e di altre storie. Ha vissuto e vive le contraddizioni e i limiti legati all’accoglienza di popoli in fuga, è stata teatro della prima grande ondata migratoria, quella dalle dimensioni bibliche dei ventimila albanesi che agli inizi di agosto del 1991 arrivarono a Bari in cerca di libertà e di benessere. Arrivarono dal mare, da quel mare che un sindaco, molto tempo fa, mise al centro della sua iniziativa di pace e di cooperazione".

Il cardinale Bassetti ha ringraziato la città scelta per lo storico appuntamento: "La storia e la maestosità del castello che ci accoglie - ha spiegato -, grazie alla squisita ospitalità della città di Bari e della sua comunità, dicono molto della ricchezza e, al tempo stesso, delle contraddizioni del Mediterraneo. Questa fortificazione, più volte distrutta e ricostruita, è memoria indelebile della violenza che questa città, nel corso della sua storia millenaria, ha tante volte subito; per ultimo, con un terribile bombardamento durante la seconda guerra mondiale. Il Mediterraneo non è solo bellezza generata dall’incontro delle diversità, ma anche violenza che esplode a causa dell’incapacità di comporre i giochi di potere, gli interessi contrapposti e le paure che queste stesse diversità possono alimentare. In prossimità del porto e della cattedrale - quindi del mare e della terra - questo castello testimonia che il Vangelo non giunge da alcuna parte se non incontrando la vita di persone concrete, col loro vissuto di lingue e culture, di attese e speranze. Nessuna cattedrale esisterebbe senza “porti”, nemmeno nell’Europa continentale; tutte portano i segni e sono il frutto delle diverse modalità di comprendere, incarnare e trasmettere la fede in Gesù. Il Vangelo stesso, la vita cristiana vissuta fra i popoli, l’arte, la liturgia, la teologia hanno costituito, costituiscono e possono costituire ancora, luogo d’incontro e di sintesi, di genio e di creatività culturale, a beneficio di tutti" ha concludo Bassetti.

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