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Dal contrasto allo spreco alimentare, alle mense bio, fino agli orti didattici: Il Comune di Bari vince l'Oscar Della Salute

L'amministrazione cittadina si è aggiudicata il riconoscimento attraverso la 'Food Policy di Bari' che racchiude le azioni sviluppate dall'ente comunale

Una serie di azioni per promuovere stili di vita sostenibili attraverso la mensa scolastica bio, il programma Bari Social Food per il contrasto allo spreco alimentare, le politiche sugli orti urbani e didattici (Rigenerazioni Creative e Orti didattici) e le misure solidaristiche sulla distribuzione alimentare sociale: è quanto intrapreso dal Comune di Bari nell'ultimo periodo, consentendo di vincere l'Oscar della Salute, premio promosso nell’ambito del programma Città Sane dell’OMS e consegnato ad Ancona lo scorso 10 giugno.

L'amministrazione cittadina si è aggiudicata il riconoscimento attraverso la 'Food Policy di Bari' che racchiude le azioni sviluppate dal Comune:  “Questo premio, ritirato ad Ancona una quindicina di giorni fa - ha detto ildelegato comunale per le Città Sane, Giuseppe Cascella- pone Bari a livello di città come Milano, che su argomenti come l’alimentazione e la salute sono all’avanguardia, basti ricordare l’Expo 2015. La nostra partecipazione alla Rete Città Sane è importante perché le città, attraverso politiche virtuose, possono agire efficacemente sulle cause che condizionano la salute delle comunità, come le problematiche ambientali, la denutrizione, l’esclusione sociale, la scarsa prevenzione. L’OMS da tempo ha operato una rivoluzione copernicana sul concetto di salute, promuovendo l’approccio One Health, recepito anche dal nostro Istituto Superiore di Sanità, ossia un orientamento strategico che integra le azioni di tutela e promozione della salute nella progettazione urbana, sottolineando la forte interdipendenza tra il benessere fisico, psichico e sociale e l’ambiente urbano in cui si vive.

“La rete, promossa dall’OMS - ha spiegato Loredana Battista, anch'ella delegata Città Sane - ci permette di collegarci con altre città italiane e straniere, pur essendoci iscritti solo a gennaio. Il progetto, che ha coinvolto circa 150 città italiane, ci ha consentito di ottenere questo riconoscimento, molto importante soprattutto nella prospettiva di comprendere quello che è veramente importante per noi riguardo l’alimentazione, la salute, il benessere e, non ultimo aspetto del problema, la lotta agli sprechi alimentari e di agire di conseguenza”.

Il professor Damiano Moschetta, ordinario di Medicina Interna dell'Università di Bari,  ha fornito alcuni dati sulle abitudini alimentari in età pediatrica: “Il progetto Occhio alla Salute del ministero della Sanità ha rilevato che nell’anno 2006 l’Italia si poneva al secondo posto rispetto alla quantità di bambini obesi o in sovrappeso, dieci anni dopo la nostra regione era scesa al sesto posto di questa classifica negativa. Questo significa che, ad esempio nelle scuole, si è fatta tanta strada in tema di educazione alimentare dei bambini. Grazie anche ad una serie di iniziative importanti, parlare di cibo significa parlare di salute e, in definitiva, di una concreta riduzione di tante patologie nel futuro. In campo oncologico, ad esempio, attualmente a Bari, a distanza di 5 anni dalla prima diagnosi, si riscontra un 60% circa di pazienti che non presentano più il tumore, mentre la media in Europa è intorno al 57%. Questo risultato è ancora più sorprendente se si pensa che negli anni ‘90 si arrivava appena al 31 %. E tutto questo è dovuto certamente a una corretta educazione alimentare e a nuovi stili di vita, valori che devono essere diffusi tra fasce sempre più ampie della popolazione”.

“Questo è un progetto che parte dai più piccoli, proprio perché è necessario creare un percorso educativo e pedagogico - ha continuato l'assessora cittadina all'Istruzione, Paola Romano - sin dalla più tenera età. I dati pugliesi non sono ancora soddisfacenti, perché un bambino su cinque rischia l’obesità ed è per questo che siamo partiti dalle scuole con un’educazione alimentare sul campo, creando una rete di orti didattici con cui porteremo avanti un programma di educazione alimentare e di sostenibilità rivolto non solo ai bambini, ma anche ai genitori”.

“Da due anni l’assessorato al Welfare porta avanti il progetto Bari Social Food - ha concluso l'assessora comunale al Welfare, Francesca Bottalico -, il primo progetto pubblico di contrasto agli sprechi alimentari, raccolta e redistribuzione delle eccedenze tra persone e nuclei familiari in condizioni di disagio socio-economico per la promozione, nel medio-lungo periodo, di una maggiore sensibilità e consapevolezza sui temi dello spreco e dell’impatto ambientale, sociale ed economico che il mancato utilizzo delle risorse eccedenti comporta”.

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