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Martedì, 7 Dicembre 2021
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il pugliese professor Giuseppe Carrieri è il nuovo segretario generale della Società Italiana di Urologia: "Sfida avvincente"

Classe 1960, laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Aldo Moro di Bari nel 1985, specializzazione sempre a Bari nel 1988, numerose esperienze internazionali subito dopo (da Barcellona a Pittsburgh), il Prof. Giuseppe Carrieri ha svolto poi tutta la sua storia universitaria in Puglia, tra Bari e Foggia

Il Direttore del Dipartimento di Urologia del Policlinico Riuniti e dell’Università di Foggia e Professore ordinario di Urologia Giuseppe Carrieri è il nuovo Segretario Generale della Società Italiana di Urologia (SIU). Le elezioni sono terminate nella tarda serata di ieri nell’ambito del 94° Congresso Nazionale, alla presenza di oltre 1200 partecipanti.

Classe 1960, laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Aldo Moro di Bari nel 1985, specializzazione sempre a Bari nel 1988, numerose esperienze internazionali subito dopo (da Barcellona a Pittsburgh), il Prof. Giuseppe Carrieri ha svolto poi tutta la sua storia universitaria in Puglia, tra Bari e Foggia. Qui, dove ha partecipato alla creazione del Centro per i Trapianti di Rene, è oggi anche Prorettore. Nome storico della SIU, il Prof. Giuseppe Carrieri ha ricoperto numerose cariche dirigenziali, ultima la direzione dell’Ufficio Educazionale.

“Guidare per i prossimi 4 anni gli Urologi italiani  - dice Carrieri - rappresenta una sfida avvincente che spero di onorare al meglio delle mie possibilità. Credo in una SIU espressione di tutti gli urologi italiani, vicina alle loro esigenze, ideatrice e propositrice di processi di crescita culturale e professionale, garante di tutte le tutele richieste dalla nostra specialità. Oggi viviamo in uno scenario in rapida evoluzione, in cui i pazienti hanno acquisito maggior consapevolezza delle proprie problematiche, dei loro diritti e della loro capacità di scelta terapeutica. Non solo: nel nuovo contesto noi urologi saremo sempre più chiamati soprattutto a raffrontarci con i colleghi delle altre specialità, nell’ambito di una multidisciplinarietà ormai non più differibile. Aumenteranno i contatti con le istituzioni, sia per quanto riguarda i DRG sia per ciò che concerne la copertura urologica delle aree. E l’educazione sarà sempre più ‘demanding’”.

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