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Variante Delta in aumento ma "casi per ora pochi e monitorati". Parisi: "Presto per le percentuali, serve studio specifico"

Il direttore del laboratorio di Genetica dell'Istituto zooprofilattico regionale prova a spiegare che è improprio diffondere statistiche sul ceppo indiano del Coronavirus: "Nei prossimi giorni uno studio con l’Istituto superiore della Sanità, così avremo numeri che rispecchiano la realtà"

“Registriamo l’aumento della circolazione del ceppo, ma non è corretto per ora dare percentuali sul numero dei nuovi casi, perché non sono frutto di uno studio specifico”. Antonio Parisi coordina il laboratorio di biologia molecolare di Putignano dell'Istituto zooprofilattico regionale. Prova con parole semplici a spiegare che la variante Delta del Coronavirus è presente in Puglia e che ci sono segnali che stia circolando come in altri territori. Ma allo stesso tempo specifica che il ceppo rappresenta comunque un numero limitato di contagi. 

“Fornire statistiche ora non ha molto senso - spiega -, perché i dati riportano per lo più i tracciamenti dei focolai di Brindisi, Lecce e della provincia di Bari. È come se facessi l’exit poll nella segreteria di un partito senza considerare gli altri votanti durante le elezioni, invece è necessario un campione di tutte le situazioni territoriali”. Il riferimento di Parisi è al dato esaminato nella banca Gisaid secondo la quale al 21 giugno 2021 su 1.193 sequenze depositate in tutta Italia 108 sono della variante Delta, pari al 9 per cento. Cifra che in Puglia corrisponderebbe al 35 per cento dei campioni analizzati.

“Il sospetto che ci sia un incremento – spiega ancora Parisi – della diffusione di questa variante sembra essere confermato, al momento ci sono 51 casi accertati in Puglia. Ma quella percentuale è condizionata da approfondimenti fatti su due focolai grossi della provincia di Brindisi. È diverso dallo studio che ci accingeremo a fare entro una settimana con l’Istituto superiore della Sanità, con cui verranno campionati nuovi casi positivi in base alla coincidenza su tutto il territorio regionale e nazionale. Quello studio rispecchierà la percentuale della nuova variante”. Altro aspetto spiegato da Parisi è quello delle persone trovate positive.

“Va ricordato – ribadisce – che i casi per ora sono pochi e monitorati, ci sono sia sintomatici che asintomatici, ma non c’è un incremento di casi gravi. L’assessorato alla Salute e il dipartimento di Prevenzione sono impegnati nell’indagine epidemiologica per comprendere l’età, la condizione delle persone contagiate, capendo se sono state vaccinate, se solo alla prima dose o meno. Per ora possiamo dire che la percentuale dei vaccinati è molto bassa e che, nonostante l’alta contagiosità della variante, la speranza è che la diffusione massima dei vaccini possa escludere in autunno scenari come quelli visti lo scorso anno”.

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