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"La variante Delta è già in Puglia, anche nel Barese", il Laboratorio di genetica di Putignano: "Dobbiamo fare attenzione"

Antonio Parisi, responsabile del laboratorio dell’Istituto zooprofilattico regionale, conferma la presenza di focolai: "L’incidenza è ancora bassa e non c’è un’allerta vera e propria. La situazione va sorvegliata, i vaccini ci aiuteranno"

“La variante Delta non è altro che la variante Indiana del Coronavirus. Ed è già in Puglia”. Il nuovo ceppo che fa segnare un aumento sensibile dei contagi nel Regno Unito è sotto osservazione in Puglia. I giorni scorsi il governatore Michele Emiliano aveva lanciato l’allarme in vista dei mesi autunnali e Antonio Parisi, responsabile del laboratorio di Genetica della sezione di Putignano dell’Istituto zooprofilattico regionale, conferma la presenza nella regione di focolai della variante.

“Finora i casi accertati sono 25 – spiega Parisi – e ne stiamo verificando altri di cittadini pugliesi. Abbiamo la sensazione che la variante stia circolando. L’incidenza è ancora bassa e non c’è un’allerta vera e propria. La situazione va sorvegliata perché nel Regno Unito  ha dato la sensazione di essere molto contagiosa”. È compito quindi della autorità supportate dai tecnici e dal personale sanitario vigilare su tamponi e genomica e verificare sul territorio le potenziali transizioni. Finora i focolai accertati sono quelli del brindisino, del leccese e in nella provincia di Bari. Focolai circoscritti, che un accurato tracciamento e l’avanzare della campagna vaccinale dovrebbero poter tenere a bada. Nel Regno Unito, infatti, il governo a puntato a coprire il maggior numero dell popolazione con la rima dose (AstraZeneca per lo più) ma è in ritardo per quanto riguarda i richiami.

“Bisogna fare attenzione – sottolinea Parisi – e proseguire con le norme di sicurezza, evitando assembramenti e utilizzando distanza e mascherine. Il nostro compito di servizio sanitario pubblico è avvertire i cittadini, che in questo momento hanno la sensazione che tutto sia passato. Ciò che sembra confortare è che la doppia vaccinazione sembrerebbe proteggere con una percentuale più alta”. Questo fattore dovrebbe ridurre il rischio di ritrovarci il prossimo autunno a fare i conti con una quarta ondata. “Speriamo – conferma Parisi -  che la curva dei contagi continui a scendere via via fino allo zero. Il nostro compito è far presente la comparsa della variante e il potenziale rischio per la regione. Tra immunizzati, coloro che hanno superato la malattia, e l’aumento speriamo sempre più rapido del numero dei vaccinati, speriamo di scongiurare situazioni simili a quelle vissute con la prima variante inglese”.

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