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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Al San Paolo la puzza 'ìnfernale' non si ferma, nuove segnalazioni dei cittadini: "Il sindaco dia soluzioni immediate"

Nella notte tra domenica e lunedì ancora 'odori nauseabondi'. Il M5S chiede l'applicazione della mozione approvata in Consiglio a fine agosto: "Limiti di emissioni odorigene rispettati o no?"

“Il Sindaco deve dare delle risposte ed elaborare delle soluzioni a tutela della salute e del benessere dei suoi cittadini, nel rispetto delle sue funzioni e dello Statuto Comunale” sulla questione della 'puzza' nauseabonda che invade il San Paolo in maniera regolare. Lo affermano i consiglieri comunali del M5S Elisabetta Pani, Antonello Delle Fontane e Alessandra Simone chiedendo di dar seguito alla mozione approvata all'unanimità durante il Consiglio comunale dello scorso 29 agosto, presentata dal gruppo pentastellato in aula 'Dalfino'.

Nel provvedimento, spiega Pani, "si impegnava il sindaco a informare la cittadinanza sui fati previsi de derivanti dal monitoraggio effettuato da Arpa Puglia (come da convenzione col Comune di Modugno) in riferimento anche ai limiti previsti dalle Autorizzazioni Ambientali per le aziende nella zona interessata e a porre in essere ogni azione utile a tutela della pubblica incolumità". "Ancora stanotte i cittadini del quartiere San Paolo hanno dovuto sopportare un odore nauseabondo con malesseri e difficoltà respiratorie" sottolineano i consiglieri e non sono mancate, anche stamattina, segnalaziono sul problema da parte di cittadini che hanno scritto sulla bacheca Facebook del sindaco Decaro.

"L’Arpa Puglia - aggiungono - con apposito accordo sottoscritto con il Comune di Modugno approvato dalla giunta il 25/10/2018, avrebbe dovuto monitorare il fenomeno incrociando i dati delle segnalazioni tramite la Segnal App Odori con i dati della ventosità elaborati dalle proprie centraline. Ricordiamo che proprio nel territorio modugnese si trovano con ogni probabilità le “fonti” delle emissioni odorigene in oggetto. E’ noto che utti gli insediamenti industriali e/o produttivi devono rispettare dei limiti di emissioni odorigene indicati nell’AIA, autorizzazione integrata ambientale, ma ad oggi non è noto se quei limiti siano rispettati dalle aziende della zona attenzionata e a che punto siano esattamente le azioni che il Sindaco ha posto in essere per risolvere la problematica" concludono i pentastellati.

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