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"Lasciamo gli zaini davanti alle scuole", anche a Bari il flash mob dei genitori contro lo stop alle lezioni in presenza: "La Regione ci ripensi"

A raccogliere l'invito lanciato a livello regionale dal movimento 'La scuola che vogliamo - Scuole diffuse in Puglia', saranno, tra gli altri, i genitori dell'istituto comprensivo Japigia 1 Verga. Appuntamento alle 8 davanti ai cancelli per una "dimostrazione pacifica" contro il provvedimento di Emiliano

"I comitati dei genitori pugliesi che aderiscono al nostro coordinamento regionale invitano tutti i genitori e gli insegnanti ad una dimostrazione pacifica davanti a ciascuna scuola di Puglia per denunciare la violazione da parte della Regione Puglia dell’articolo 14 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Domani venerdì 30 Ottobre lasceremo alle ore 8,00 davanti alle nostre scuole gli zaini dei nostri figli". L'appello alla mobilitazione, lanciato attraverso i social, arriva dal movimento 'La scuola che vogliamo - Scuole diffuse in Puglia': un flash mob "nel rispetto delle normative anti-Covid", per protestare contro l'ordinanza della Regione che sospende da domani e fino al 24 novembre le lezioni in presenza per gli istituti pugliesi di ogni ordine e grado (ad esclusione degli asili).

"La scuola non si chiude", "La Dad non è scuola", gli slogan lanciati per l'iniziativa. A Bari, tra coloro che hanno deciso di aderire, ci sono i genitori dell'istituto comprensivo Japigia 1 - Verga. "Appenderemo gli zaini ai cancelli alle 8, al suono della campanella di ingresso", spiega a Baritoday Angela Gargano, presidente del comitato genitori. Il flash mob dovrebbe tenersi in contemporanea nei tre plessi della scuola: San Francesco, Don Orione e Verga.

"I bambini - dice Gargano - hanno patito tantissimo lo scorso lockdown e non vorrebbero tornare alla Dad, vorrebbero poter restare a scuola e continuare ad avere, seppure a distanza, un contatto con i loro amici. Se anche la didattica a distanza può funzionare, manca sempre qualcosa: in un momento come questo, la socializzazione è tutto, nasce da qui la richiesta di tenere aperta la scuola".

Il provvedimento della Regione è stato accolto da non poche critiche. Perché 'sacrificare' le scuole - si chiedono i genitori che contestano lo stop alle lezioni in presenza - quando si sarebbe potuto prendere provvedimenti diversi prima della riapertura delle stesse e che invece sono mancati? "Pensiamo al discorso della riorganizzazione dei bus, una questione che risale a ben prima del Covid, si sapeva che si sarebbe creato il problema del mancato distanziamento. Così come, per quanto riguarda i pediatri, non capiamo se si tratti di un problema legato ai numeri, o al discorso di evitare i vari certificati, o ai tamponi da eseguire per tornare a scuola anche dopo un semplice raffreddore". Quel che è certo, è che "qualcosa non ha funzionato",  ma i genitori chiedono che il peso degli errori non penalizzi bambini e ragazzi: "La speranza - conclude Gargano - è che la Regione possa ritornare sui suoi passi".

(foto Ansa - Tino Romano)


 

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