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Sfruttate e costrette a prostituirsi, la Caritas di Bari-Bitonto: "Sconfiggere la tratta delle donne"

una Giornata di preghiera per sensibilizzare la cittadinanza su un fenomeno sempre presente nelle nostre città: "Nelle nostre città vi è una forte domanda di sesso a pagamento, alla quale la criminalità organizzata risponde costantemente"

"Il nostro pensiero va alle tante donne costrette a prostituirsi. Pensiamo alle tante strade anche del nostro territorio diocesano su cui avviene questo sfruttamento": è il pensiero della Caritas Bari-Bitonto in occasione della Giornata di Riflessione e Preghiera contro la Tratta. Un fenomeno di mercificazione e sfruttamento che è "uno schiaffo - spiega la Caritas - alla nostra coscienza. Siamo sempre più ossessionati dal "decoro urbano" e ci dimentichiamo del “decoro umano”. Nelle nostre città vi è una forte domanda di sesso a pagamento, alla quale la criminalità organizzata risponde costantemente attraverso la riduzione in schiavitù di donne di ogni età".

"Siamo convinti  - aggiunge la Caritas - che l’attenzione alla salute è una prima forma di cura della persona. In questi mesi tanti migranti (incluse le donne vittime di tratta) trovano enormi difficoltà nell’accedere ai servizi sanitari presenti sul nostro territorio. Poter fare prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili è  questione di salute pubblica (vista la grossa domanda di sesso a pagamento), ma ormai è quasi impossibile accedervi. Accompagnare le donne in gravidanza è un percorso ad ostacoli. Vogliamo ribadire l’impegno della Caritas dicesana di Bari-Bitonto attraverso il lavoro che dal 2001 l’associazione  Micaela Onlus gestita dalle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento e della Carità, svolge sui nostri territori".

Il 7 marzo la riflessione su questa piaga sociale proseguirà con un incontro nella parrocchia San Nicola ad Adelfia, con l'arcivescovo Francesco Cacucci.

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