Domenica, 26 Settembre 2021
Fitness

Come sarà lo sport del futuro: in palestra sì, ma da remoto e a qualunque ora

Ecco come cambierà il modo di fare sport nel 2021: ce lo spiega un'indagine sull'impatto del digitale e dello smart working sulle abitudini degli sportivi

Il Coronavirus ha stravolto le nostre vite e le nostre abitudini: tra smart working, distanza di sicurezza e dispositivi di protezione, ci siamo dovuti abituare, e spesso inventare, nuove routine legate a lavoro, vita privata e benessere. Anche il mondo dello sport non è rimasto esente da tutto questo, colpito in particolar modo dai vari lockdown e dalla chiusura di club, palestre e centri sportivi.  

L’anno della pandemia ha quindi cambiato profondamente le abitudini degli sportivi, andando ad incidere anche sul modo in cui faremo sport in futuro. Infatti, secondo un’indagine su 600 sportivi italiani realizzata da Sportclubby, la principale piattaforma in Italia per prenotare corsi online o in palestra e servizi dedicati ad ogni tipo di sport, nel 2021 lo sport diventerà “ibrido”: non solo allenamenti in palestra, ma anche corsi online e outdoor, mentre i club diventeranno vere e proprie piattaforme di servizi legati a sport e benessere. Parallelamente, l'evoluzione digitale del rapporto palestre - allievi contribuirà alla diffusione di tecnologie e servizi innovativi.

Come faremo sport nel 2021

Se prima della pandemia da Coronavirus la maggior parte degli sportivi (70%) andava nel proprio centro sportivo o palestra regolarmente, 3 o più volte a settimana, a causa delle restrizioni introdotte per gestire l'emergenza sanitaria il 63% è stato costretto a diminuire la propria frequenza di allenamento, con un impatto maggiore tra gli over 55 (73%).

L’attuale situazione di emergenza ha però aperto le porte anche a un modo “ibrido" di fare sport: infatti, anche se 7 italiani su 10 nel 2021 e con la fine della pandemia torneranno ad allenarsi in presenza, il 16% degli intervistati ha dichiarato che affiancherà ai corsi in sede anche attività online e/o outdoor. A questi si aggiunge una nuova fascia di utenti, che prevede di allenarsi soprattutto in livestreaming (3%) o con lezioni registrate on demand (1%). Inoltre, i corsi online potrebbero permettere ai club di espandere il proprio mercato in tutta Italia: infatti, 1 italiano su 3 dichiara che nel 2021 si allenerebbe online anche con palestre o trainer al di fuori della propria area territoriale.

Per quanto riguarda le attività outdoor, invece, il 7% degli sportivi dichiara che sceglierebbe di allenarsi all'aperto se supportato dal proprio centro o istruttore di fiducia, mentre il 3% preferisce allenarsi esclusivamente all’aperto senza pagare un’iscrizione in palestra.

Infine, un probabile cambiamento futuro riguarderà gli orari in cui ci si allena, influenzati dalla crescita e dall'applicazione stabile dello smart working in molte aziende italiane: il 36% degli intervistati, infatti, praticherà sport anche in orari non “di punta”. Questo potrebbe portare ad un’offerta di corsi più dilazionata nel corso del giorno o ad un incremento del consumo online “on demand”.

Il rapporto tra sportivi e club

Come abbiamo visto, il rapporto con lo sport sarà sempre più influenzato dal digitale. Tra le aspettative degli sportivi che frequentano club e centri sportivi, il 62% degli intervistati vorrebbe che il proprio club utilizzi delle tecnologie adeguate per offrire servizi su misura, come corsi negli orari più richiesti o promozioni basate sui propri gusti ed esigenze. Altrettanto importante, poi, è anche l’applicazione di un modello multi-servizio, facilitato da strumenti digitali: il 44% degli sportivi, infatti, vorrebbe poter affiancare all'iscrizione in palestra anche altre opzioni legate a sport e benessere (come la visita medica, essere seguiti da un nutrizionista e/o un fisioterapista, poter praticare meditazione, etc), mentre il 21% si aspetta nel 2021 anche un’offerta integrata di strumenti per facilitare la pratica sportiva, come pagamenti digitali, assicurazioni, servizi di trasporto casa-palestra per ragazzi e welfare aziendale. Infine, il 18% degli intervistati vorrebbe che il rapporto con la community di sportivi nata quest'anno su social e app venga coltivato anche in futuro, per ricevere aggiornamenti costanti e stimoli nuovi e sempre diversi.

I limiti dello sport online 

Se è vero che oltre la metà degli sportivi (52%) ha praticato sport online durante i lockdown, è anche vero che il 48% ha rinunciato a questa opzione. Ma perché? 

Tra gli ostacoli principali allo sport online hanno inciso l’assenza di spazi adeguati in casa (36%), ma anche l’impossibilità di praticare il proprio sport o relativi esercizi di potenziamento a distanza (32%). Per il 24% degli sportivi intervistati, poi, la presenza di familiari o animali che interrompono la lezione è stato il motivo principale di abbandono, mentre il 20% ha rinunciato allo sport online per staccare dal pc e dal mondo digitale, dovendo trascorrere troppo tempo su dispositivi elettronici e piattaforme di videochat per lavoro. 

Inoltre, alcuni degli intervistati (14%) non hanno praticato sport online poiché non possedevano le competenze e gli strumenti tecnologici di base, come anche la volontà di acquisirli, mentre il 10% non ha trovato online corsi adeguati al proprio livello di abilità ed esperienza. 

Per concludere, è importante notare come alcune di queste difficoltà e problematiche potranno essere risolte in futuro, sia grazie alla riapertura di scuole e aziende che ridefinirà gli spazi e i tempi destinati allo sport online, sia grazie al delinearsi di un’offerta digitale sempre più completa ed in linea con le esigenze degli sportivi.

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