Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Il conflitto d'interesse della metrò di Nichi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Una piccola verità ignorata dal Governatore Nichi Vendola e ben conosciuta già dagli Anni '20 è che lo sviluppo dell'automobilismo ha consentito servizi più flessibili ed economici alle ferrovie costruite al servizio di piccoli interessi locali. Per il 5 settembre è stata annunciata la ripresa dei lavori della linea metropolitana Bari- Bitritto, progettata nel lontano 1986, interrotta nel 1998 e rilanciata nel 2009 dalla Giunta guidata da Vendola, tuttavia temiamo che questa futura metropolitana non sarà costruita per il legittimo interesse della comunità Bitrittese ma per motivi speculativi.

Certamente essa rappresenta un buon affare per la società "Costruzioni Bitritto Srl" realizzatrice di diversi fabbricati nei pressi della futura Stazione di Bitritto, i quali a conclusione dei lavori aumenteranno notevolmente di valore. Come si può leggere dal loro sito www.casebitritto.it amministratore della società è Michele Monno, attuale capogruppo provinciale del PD.. Un certo conflitto d'interessi è lampante.

Altro nostro timore, non secondario rispetto al primo, è che essendo i costi di gestione troppo alti rispetto ai futuri ricavi (basti pensare che per giustificare la linea la regione ha preventivato 16.000 passeggeri al giorno, ossia come se 4/5 della popolazione di Bitritto prendesse ogni giorno il treno!!!) nel giro di qualche anno si dovrà procedere al taglio delle corse non solo ferroviarie ma anche di quelle automobilistiche della SITA , distruggendo un ottimo servizio che garantisce un collegamento rapido e frequente verso il centro di Bari, che interessa un bacino d'utenza molto più elevato rispetto alla metropolitana. Insomma senza falsi allarmismi quest'opera si potrebbe ritorcere proprio a sfavore dei cittadini di Bitritto.

Dulcis in fundo sono entrati in vigore i rincari, in media del 7%, su tutti i biglietti riguardanti il trasporto pubblico pugliese. Questo rialzo è dovuto a un automatismo imposto dalla Legge Regionale n.18/2002 che dispone testualmente "Le basi tariffarie sono, di norma, incrementate annualmente applicando l'indice dell'inflazione reale", automatismo che contestiamo perchè non è agganciato in nessuna maniera alla gestione economica delle linee di trasporto pubblico e all'efficienza del servizio offerto.

Associazione Culturale In Verticale

https://inverticale.altervista.org

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