Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca Murat / Via Vito Fornari

Mazzini-Santa Croce, i genitori: “Gallucci in colpevole ritardo”

Polemica per la restituzione delle chiavi dei locali a don D'Urso: "Qualsiasi attività parrocchiale, anche se meritoria, deve svolgersi fuori dai locali scolastici"

Il tavolo di confronto è stato convocato per martedì prossimo. Da una parte i rappresentanti della chiesa Santa Croce, dall’altra il gruppo di genitori della scuola Mazzini-Modugno, accompagnati dalla preside dell’istituto Mara Dentamaro. A tessere le fila di una difficile mediazione sarà l’assessore comunale al Patrimonio Floriana Gallucci. Oggetto della discussione, la scelta dell’amministrazione comunale di riconsegnare le chiavi dei locali attigui alla scuola al parroco di Santa Croce, don Alberto D’Urso. Proprio due giorni fa, i tecnici del Comune non hanno potuto far altro che riconsegnare alla parrocchia le chiavi d’accesso ai locali in forza di una convenzione che scadrà solo il 31 dicembre 2015. La stessa convenzione che il consiglio comunale, all’incirca un anno fa, decise di rinnovare fino al 2019, salvo poi revocarla a seguito della protesta inscenata dai genitori degli alunni della Mazzini (insieme ad alcuni docenti dell’istituto, ndr) che chiedono invece di affidare quelle strutture alle attività didattiche della scuola.

L’iter di revoca non si è mai completato e dopo la consegna delle chiavi a don D’Urso i genitori degli alunni sono tornati a farsi sentire:   “L’assessore Gallucci -  scrivono  -  invece di provvedere alla delibera di annullamento della novazione di marzo 2012, non solo continua ad accumulare un ritardo che oramai ha superato i cinque mesi, ma avrebbe acconsentito a ripristinare una situazione di promiscuità inaccettabile”. Al centro della contesa, oltre all’effettivo utilizzo dei locali, è anche la promiscuità degli ingressi: l'istituto scolastico e la chiesa condividono l’accesso al cortile esterno della scuola, in via Fornari. All'interno del cortile c'è un locale parrocchiale che don Alberto D'Urso utilizza  per lo svolgimento di attività caritative ed alcuni genitori temono che questo possa rappresentare un fattore d’insicurezza per i loro figli. “Qualsiasi attività parrocchiale  anche se meritoria, deve svolgersi fuori dai locali scolastici. Come si posiziona la coscienza della chiesa locale innanzi all'interesse degli scolari e alla loro sicurezza?” . Da Santa Croce nessuna risposta. Ma la soluzione per poter far convergere le due esigenze si potrebbe trovare martedì prossimo, a patto che lo si voglia davvero.

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