Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Processo 'La Fiorita', Fitto assolto in appello dall'accusa di corruzione

L'ex ministro assolto in secondo grado "perchè il fatto non sussiste": l'accusa riguardava una presunta tangente da 500mila euro pagata dall'imprenditore romano Angelucci, anch'egli assolto

Assolto dal reato di corruzione "perchè il fatto non sussiste". E' arrivata in mattinata la sentenza della Corte di Appello di Bari nei confronti di Raffaele Fitto, imputato nel processo di secondo grado "La Fiorita".

L'accusa riguardava una presunta tangente di 500mila euro che l'ex ministro, all'epoca dei fatti presidente della Regione Puglia, avrebbe incassato, sotto forma di finanziamento ai partiti, dall'imprenditore romano Angelucci , anch'egli assolto dai giudici.

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Per Fitto confermata anche l'assoluzione per un abuso d'ufficio. Prescritti gli altri reati di cui veniva accusato, fra i quali l'illecito finanziamento e altri due episodi di abuso d'ufficio.

Nel febbraio 2013, nel processo di primo grado, Fitto era riconosciuto colpevole dei reati di corruzione, illecito finanziamento ai partiti e un episodio di abuso d'ufficio, ed era stato condannato a 4 anni di reclusione, mentre era stato assolto dai reati di peculato e da un altro abuso d'ufficio. Angelucci era stato condannato a 3 anni e sei mesi per corruzione e illecito finanziamento.

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Il processo riguarda l'appalto da 198 milioni di euro per la gestione di 11 Residenze sanitarie assistite, vinto dalla società Angelucci, dietro il quale ci sarebbe stata - secondo l'accusa - la presunta tangente da 500mila euro data da Angelucci al movimento di Fitto 'La Puglia Prima di Tutto'. Il denaro, che era stato sequestrato dopo la condanna di primo grado, dovrà ora essere restituito al movimento. 
 

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