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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Polignano a Mare

Protesta Costa Ripagnola, i comitati presentano doppia istanza a Comune di Polignano e catasto: "Fermate i lavori"

Questa mattina il tavolo con le associazioni che protestano contro gli interventi - partiti ieri - della Serim per la realizzazione di una struttura ricettiva: "Vitto eserciti l'autotutela, rischio danno ambientale"

"Emiliano deve decidere: o sceglie di perseguire la strada della lottizzazione o quella della realizzazione del parco naturalistico. Aspettiamo risposte in tal senso". Le parole di Marcello Seclì, componente dell'associazione Italia Nostra, ben riassumono la sorpresa dei comitati pugliesi alla notizia dell'avvio dei lavori di bonifica nell'area di Costa Ripagnola, tra Cozze e Polignano, da parte dell'azienda Serim. Interventi seguiti all'annuncio del presidente della Regione Puglia di una conferenza di servizi a fine luglio per la nascita di un'area naturalistica protetta.

L'incontro a Bari

Due strade che per le associazioni contrarie al progetto di edificazione alberghiera, presentato dalla Serim, non possono viaggiare parallele. E l'hanno affermato con forza in mattinata durante un incontro a Bari con i vari alleati nella battaglia di salvaguardia di Costa Ripagnola: dal comitato 'Pastori della costa' a quello 'Tutela Costa Monopoli', passando anche per la Fai Puglia e Fareverde onlus Bari; in ultimo è arrivato anche l'appoggio del movimento politico 'La giusta causa', attraverso le parole dell'avvocato Michele Laforgia.

incontro Costa Ripagnola-2

"Ci sarebbe piaciuto parlare a bocce ferme - ricorda al tavolo di protesta Fabio Modesti, rappresentante dei Pastori - ma visto che i lavori sono partiti non possiamo perdere tempo. L'elemento stridente in questa faccenda è quello del tempo: ci sono voluti poco più di tre anni per avviare le procedure di costruzione in un'area che attende da circa 20 anni attende di diventare area protetta". In effetti risale al 1997 la legge regionale che impone alla Regione Puglia di istituire il parco naturalistico in località Costa Ripagnola, lavori che poi si concretizzano nel 2016 con un accordo pubblico-privato tra il Comune di Polignano e la Serim, che prevede al contempo la lottizzazione dell'area per la cessione del parco urbano realizzato dall'azienda. "Accordo successivamente ridimensionato - aggiungono i comitati - da 360 posti parcheggio previsti, si è passato nel progetto di marzo scorso a soli 42 posti, con l'obbligo di permettere l'accesso al parco per 12 ore dalle 8 del mattino, ma con la possibilità di inibire l'utilizzo del parcheggio per sette giorni consecutivi in caso di eventi organizzati dalla Serim".

LA REPLICA DELLA SERIM: "ACCUSE RIDICOLE"

La richiesta a Comune e catasto

Una scelta che cozza di fatto con la possibilità di usufruire appieno dell'area - spiega Flavia Bianco - e che ci ha portato quindi a presentare direttamente una richiesta di aiuto all'amministrazione comunale di Polignano". Il 13 luglio scorso, infatti, è stata inviata una istanza indirizzata al primo cittadino del comune barese, Domenico Vitto, e al dirigente della V area tecnica dell'assessorato alle attività produttive, Marilena Ingrassia, chiedendo l'apertura di un procedimento amministrativo di "revoca e/o annullamento in autotutela del permesso di costruire ex lege 241/90 ed ex art. 37 dello statuto del Comune di Polignano". Tre in particolare i motivi della richiesta di annullamento dei lavori della Serim: oltre alla già citata legge regionale per l'istituzione dell'area protetta, anche la destinazione turistico-alberghiera degli immobili agricoli sul posto, il "prevedibile incremento di carico urbanistico dell'area, con conseguente suo possibile detupramento [...] e l'interesse del Comune di Polignano a non subire un danno ambientale di notevole e irreversibile portata" si legge nell'istanza.

E proprio sugli immobili che la Ripam vorrebbe riadattare si basa la seconda battaglia portata avanti nelle sedi amministrative dai comitati di protesta. Ieri è stata presentata al catasto un'istanza per ottenere la documentazione di accatastamento per i fabbricati attualmente presenti. "Nel 2005 il proprietario li registrò al catasto come villini - aggiunge Modesti - e viste le ridotte dimensioni di quelli che sono stati definiti 'trulletti', ma in realtà sono 'pagliare', ovvero depositi agricoli, vorremmo capire come la pratica possa essere regolare.

Il convegno

In attesa di avere risposte dagli enti interpellati, la questione di Costa Ripagnola sarà anche al centro di un convegno organizzato il prossimo 25 luglio alle 17 all'ex Palazzo delle Poste di Bari. Un appuntamento di due ore, realizzato in collaborazione con il Fai Puglia e l'Ordine degli agronomi, che vedrà la partecipazione di diversi esperti agronomi e docenti accademici dell'Università di Bari.

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