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Scontro treni, primi interrogatori in Procura. Il ministro Lorenzin fa visita ai feriti

Oggi le audizioni dei capistazione di Andria e Corato. Il ministro della Salute in mattinata al Policlinico ha fatto visita ad alcuni dei feriti. Intanto il numero dei superstiti ricoverati scende da 18 a 17

Sono cominciati questa mattina, con l'audizione del capostazione di Andria, Vito Piccarreta, gli interrogatori della Procura di Trani nell'ambito dell'inchiesta sul disastro ferroviario del 12 luglio.

"NON HO ALTERATO IL REGISTRO" - Piccarreta, assistito dal suo difensore, Leonardo De Cesare, è stato ascoltato per circa sei ore da tre pm inquirenti insieme al procuratore di Trani Francesco Giannella. Il capostazione di Andria, tra le sei persone attualmente iscritte nel registro degli indagati, aveva in un primo momento presentato un certificato medico che ne attestava le precarie condizioni psico-fisiche, chiedendo un rinvio dell'interrogatorio. Davanti agli inquirenti, Piccarreta - riferisce il suo difensore - ha affermato di non aver nessuna responsabilità nell'alterazione fatta a penna sul registro di partenza del treno dalla stazione di Andria, circostanza rilevata dagli investigatori nelle scorse ore. Dunque, secondo la versione di Piccarreta, la modifica dell’orario di partenza del treno è posticcia, ma riporta comunque come orario le 10.59, orario in cui il capostazione afferma di aver fatto partire il treno. Il capostazione di Andria avrebbe sbagliato "per un automatismo", indotto in errore dalla presenza dei due treni fermi in stazione: così Piccarreta, alle 10.59, avrebbe alzato la paletta, facendo partire entrambi due i convogli, il primo verso Corato, l'altro verso Barletta. Quando chiama il collega di Corato per avvertirlo di aver dato la partenza al treno - dicono i tabulati - sono le 11.07: l'incidente è avvenuto da un minuto, ma i due capistazione ancora non lo sanno.

L'INTERROGATORIO DEL CAPOSTAZIONE DI CORATO - Concluso l'interrogatorio di Piccarreta, è stata la volta di Alessio Porcelli, capostazione di Corato. Porcelli ha dovuto a sua volta spiegare quanto avvenuto quella mattina, dando conto delle comunicazioni con il collega di Andria. Il capostazione di Corato avrebbe riferito di non essere stato avvertito del via libera dato ad Andria all'ET1021, poi schiantatosi contro il treno proveniente da Corato.

Il pm: "Riduttivo parlare solo di errore umano"

LA VISITA DEL MINISTRO LORENZIN - In mattinata, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al Policlinico di Bari per un convegno, ha fatto visita ai feriti sopravvissuti all'incidente, ancora ricoverati nel nosocomio barese. Il ministro ha anche salutato e ringraziato medici, infermieri e volontari, sottolineando l'efficienza e l'ottima capacità di funzionamento della macchina dei soccorsi.

LE CONDIZIONI DEI FERITI - Intanto, il numero dei sopravvissuti ancora ricoverati è passato da 18 a 17. Un paziente è stato dimesso questa mattina dall'ospedale di Andria. La situazione più seria al momento riguardata una ragazza, in prognosi riservata, trasferita da Andria alla “Fondazione Maugeri” di Cassano Murge. Nel nosocomio andriese sono ancora cinque i ricoverati (1 in prognosi riservata), due i pazienti a Barletta, uno a Bisceglie e Molfetta. Due i ricoverati a Terlizzi, uno al San Paolo e quattro al Policlinico, di cui tre in prognosi riservata, in condizioni gravi ma stabili e in miglioramento.
 

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