Prosegue il trasloco della giustizia penale barese a Poggiofranco, gli avvocati: "Speriamo non sia sede definitiva"

Le operazioni iniziate a inizio dicembre proseguiranno almeno fino al 22. Centinaia i cartoni con i faldoni, i cui resti sono stati accatastati davanti all'ingresso in attesa di essere smaltiti

I resti degli scatoloni del trasloco a Poggiofranco (foto Fb L'ora legale) Nell'articolo: i camion in partenza da via Nazariantz

Per vedere il risultato finale bisognerà attendere verosimilmente gennaio, visto che la data di completamento prevista per il trasloco dei faldoni - il 22 dicembre - è a ridosso delle festività natalizia. Ma già avvicinandosi al Palazzo ex Telecom di Poggiofranco, nuova sede del Palagiustizia, si notano i primi segnali di un trasloco in corso: i resti dei cartoni che contenevano i faldoni con gli atti dei processi giudiziari accatastati davanti all'edificio di viale Saverio Dioguardi, in attesa di essere smaltito, come si vede nella foto pubblicata dalla pagina Facebook 'L'ora legale'.

Il trasloco

È da qui che riparte la giustizia penale barese: da quei documenti che stanno venendo trasportati da via Nazariantz - che entro il 31 dicembre deve essere sgomberato del tutto - con l'ausilio di una tir. Operazioni che stanno venendo seguite con interesse soprattutto dal personale della giustizia penale barese, in attesa di avere una sede in cui poter esercitare.

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Nel mentre la giustizia barese continua a essere a spezzatino: divisa tra il Tribunale civile di piazza De Nicola, gli uffici della Procura in via Brigata Regina e le udienze del Tribunale penale nell'ex sezione distaccata di Modugno. Le esigenze del personale potrebbero così venire soddisfatte dal nuovo edificio di Poggiofranco, che presenta una superficie di circa 9.400 metri quadri distribuita su dieci piani, più un’area interrata per i parcheggi. Tra gli avvocati circola ottimismo riguardo il rispetto delle tempistiche definite, anche se servirà attendere il completamento del trasloco per capire se ci sarà abbastanza spazio per amministrare degnamente la giustizia penale barese.

"Speriamo non sia la sede definitiva"

Con una sola condizione, come ricorda Anna Losurdo, avvocato e componente del Consiglio nazionale forense: "Che non si tratti di una soluzione definitiva, ma solo provvisoria". In molti infatti ricordano che anche via Nazariantz fu bollata come soluzione temporanea, in attesa del completamento del Polo della giustizia, e si è invece dovuta attendere l'inagibilità prima di poterlo lasciare. Nel 2018, in questo senso, qualcosa si è mosso con la firma a Roma dell'accordo per ospitare la giustizia barese nelle ex Casermette 'Milano' e 'Capozzi'. Firma che di fatto ha dato il via libera per la presentazione dello studio di fattibilità.

"Le udienze riprendono man mano che vengono rimessi a ruolo i procedimenti ed effettuate le notifiche - prosegue Losurdo - Per certi versi è lo stesso ruolo di 'smistamento' che veniva fatto sotto le tende prima del decreto di sospensione dei processi a giugno. Per quanto però possa essere sembrato paradossale e poco dignitoso, sotto le tende si assicurava comunque un ordinato svolgimento delle udienze senza impattare sul problema delle notifiche". Problema che però si è verificato dopo la sospensione, con le cancellerie costrette a predisporre migliaia di notifiche al giorno.

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