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Economia

Bridgestone, la protesta non si ferma: ancora uno sciopero degli operai

Nuovo stop di otto ore nello stabilimento di Modugno, la mobilitazione convocata dalla Rsu Confail per protestare contro il piano di tagli ai salari proposto dall'azienda

E' il terzo sciopero in otto giorni, dalla riapertura dello stabilimento dopo la pausa estiva. Alla Bridgestone di Modugno gli operai sono tornati ad incrociare le braccia, per l'astensione dal lavoro di otto ore proclamata dalla Rsu Confail. Al centro della protesta i tagli agli stipendi pianificati dall'azienda, relativi alla parte variabile degli emolumenti, come scatti di anzianità e maggiorazioni. La mobilitazione precede l'incontro fissato per i prossimi giorni al Ministero dello Sviluppo Economico, per tornare a discutere dell'applicazione del piano di salvataggio dello stabilimento, siglato a settembre 2013 per scongiurare la chiusura della fabbrica.

A fine luglio i lavoratori avevano espresso il proprio no ai tagli attraverso un referendum, ma l'azienda aveva comunque deciso di distribuire i moduli per rilevare l'adesione dei dipendenti al piano.

"Il referendum dello scorso 29 e 30 luglio sulla rinuncia agli emolumenti individuali - spiega una nota della Rsu Confail che dà notizia dello sciopero - aveva espresso in modo chiaro la volontà dei lavoratori. L'immediato comportamento aziendale, è andato in tutt'altra direzione, dimostrando ancora una volta un atteggiamento ostile. Il NO espresso a maggioranza avrebbe dovuto indurre la direzione aziendale, come peraltro già innumerevoli volte richiesto anche dalle oo.ss.., a cercare altre soluzioni che evitassero la chiusura dello stabilimento. Se effettivamente c'è questa volontà!". "Riteniamo - prosegue la nota - che le rinunce estorte ai lavoratori con modalità molto discutibili, siano da considerarsi assolutamente nulle e quindi, dato che per noi la volontà dei lavoratori è sovrana, non possiamo fare altro che continuare lo stato di agitazione. Inoltre a pochi giorni dal prossimo incontro in sede ministeriale, non possiamo che esprimere tutte le nostre perplessità sulll'esito positivo dello stesso. Il richiamo continuo al rispetto dell'accordo del 30 settembre 2013, non è condizione sufficiente per assicurare prospettive allo stabilimento. Le molte criticità più volte da noi denunciate non hanno quasi mai avuto riscontri positivi. Anche l'ulteriore bonus eventualmente concesso a chi decidesse di andare via, non ha in alcun modo seguito le osservazioni fatte per raggiungere un risultato ottimale. Anzi, si è deciso di continuare in maniera ostinata, lasciando tutte le pregiudiziali che denunciamo da tempo. A questo si aggiungano le intese mai rispettate con la RSU relative alla chiamata di personale esterno per alcune operazioni del reparto Magazzino Prodotti Finiti e specifiche di lavoro cambiate e mai comunicate".
 

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