Venerdì, 17 Settembre 2021
Economia

Coltivazioni danneggiate e raccolti compromessi, in Puglia il 'conto salato' di caldo e siccità: "Colpite tutte le province"

A tracciare un bilancio di "tre mesi di fuoco" è la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori Puglia): "Si dichiari lo stato di calamità"

Dalle colture cerealicole agli ortaggi, passando per mandorleti, uliveti e vigneti. I contraccolpi di tre mesi di caldo torrido e assenza di piogge si sono fatti sentire in tutta la Puglia. A tracciare un bilancio della situazione è la CIA Agricoltori Italiani della Puglia, che in una nota "chiede ufficialmente alla Regione che si attivi presso il Mipaaf per la dichiarazione dello stato di calamità, in favore di tutto il territorio regionale".

"I danni sono ingenti e riguardano tutte le province pugliesi, dal Foggiano alla Bat, dall’area metropolitana di Bari ai comuni (capoluogo compreso) del Tarantino, fino a tutta la provincia di Brindisi, di Lecce e alla zona dell’intero Salento", sottolinea la Cia.

Per le colture cerealicole, ad esempio - viene spiegato - l’aumento di quanto riconosciuto ai produttori in moltissimi casi non riesce a compensare i mancati introiti derivanti dalla resa minore per ettaro causata dagli eventi atmosferici estremi che hanno colpito i campi. Una situazione ancora più grave, invece, ha caratterizzato la stagione delle angurie, penalizzata sia dalle conseguenze di caldo e siccità sia dal calo vertiginoso dei prezzi accordati ai produttori. Per i vigneti, l’inizio della prima fase della vendemmia per alcune specifiche tipologie di uva segnala una diminuzione delle quantità e, allo stesso tempo, un’ottima tenuta della qualità. Preoccupazione viene espressa per gli oliveti e la prossima apertura della stagione olivicola, caratterizzata nelle ultime settimane da irrigazioni suppletive e d’emergenza necessarie per limitare gli effetti dal caldo torrido abbattutosi sulla Puglia a partire da giugno. "Un discorso a parte merita l’apicoltura, che ha subito un decremento produttivo dal 30% al 50%, e per la quale CIA Agricoltori della Puglia ha già chiesto la dichiarazione dello Stato di Calamità".

Nel far riferimento alla prolungata assenza di piogge registrata nei mesi estivi nella nostra regione, la Cia cita una ricerca realizzata da Alessandro Di Leo per il Centro Meteo Pugliese. "Mediamente – si legge nella nota che cita lo studio pubblicato oggi – quest’anno in Puglia è caduto il 30% in meno di pioggia rispetto al normale, considerando tutte le stazioni meteo della protezione civile e prendendo a riferimento le medie pluviometriche dal 1991 al 2020. Nel Barese, che in media ha perso il 42,6% di pioggia, il record negativo spetta al territorio di Altamura (-54,5%). Nella BAT, spicca il dato di Spinazzola (-51,7%). Nel Foggiano, Manfredonia registra un -32,4%. In provincia di Brindisi, San Pancrazio Salentino raggiunge il -55,8%. Nel Leccese, record negativo per Masseria Monteruga con un -57,7%. In provincia di Taranto, il valore più negativo spetta a Martina Franca dove l’acqua caduta sui campi è diminuita del 34%".    

Più in generale, CIA Agricoltori Italiani della Puglia segnala "da mesi uno stato di profonda difficoltà per il comparto primario pugliese. La crisi delle aziende zootecniche, la questione dei prezzi al ribasso che appare irrisolta e mai affrontata strutturalmente, il balzo assoluto dei costi di produzione e l’enorme dramma delle campagne prese di mira dalla criminalità con furti e devastanti atti d’intimidazione sono macigni che pesano enormemente su possibilità e voglia di rilancio del comparto primario. A tutto questo, poi, si aggiunge il problema riguardante i danni da fauna selvatica e il pericolo crescente rappresentato dal proliferare incontrollato soprattutto dei cinghiali".

"Sono tutte questioni che attendono di essere affrontare strutturalmente", ha aggiunto Carrabba, "attraverso una sapiente programmazione che individui priorità d’intervento e risorse anche nell’ambito del PNRR", ha concluso il presidente di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.


 

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