Domenica, 1 Agosto 2021
Economia

Fitti in nero per gli studenti, Sunia: “Anche 300 euro per una stanza”

Nicola Zambetti: "I proprietari non possono affittare stanze o posti letto senza autorizzazione ma in alcuni casi continuano a farlo". Intanto a Bari il valore degli immobili decresce, ma solo del 0.4%

Arrivano a Bari per studiare. Poi cercano una stanza dove poter dormire, ma quasi sempre sono costretti ad accettare un affitto in nero pur di risparmiare qualche euro. E’ pressoché dominato dall’illegalità, il mondo dei fitti per studenti universitari.

A denunciarlo è il Sunia (sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari), per bocca del segretario regionale Nicola Zambetti: “Purtroppo continuiamo a registrare questo fenomeno che colpisce soprattutto gli studenti fuori sede, i proprietari non possono affittare singole stanze o posti letto senza che vi sia un’autorizzazione da parte delle autorità competenti, ma spesso questo limite viene aggirato in modo irregolare”.

I costi per una singola possono oscillare. Il trend di spesa a carico delle famiglie non si è ribassato negli ultimi anni. “Per quanto riguarda il fitto di una stanza abbiamo visto che si possono spendere in media da 200 a 300 euro al mese, a seconda del’ubicazione dell’appartamento e della qualità dello stabile, ma non mancano segnalazioni di persone che arrivano a spendere anche di più del prezzo medio”. In effetti basta dare una occhiata alle bacheche presenti nelle facoltà o chiedere a qualche studente dell’ateneo barese per comprendere che il prezzo possa anche lievitare fino a “400 euro per una singola, con massimo due persone in casa”.

“Quando il contratto c'è -  spiega il rappresentante del Sunia – spesso è registrato per solo uno degli studenti presenti in casa e gli altri si aggiungono in nero; occorre spezzare questa cultura del nero in modo radicale”.

L’anno scorso una operazione della Guardia di Finanza di Bari permise di recuperare circa 5.5 milioni di euro provenienti da 362 evasori, tutti proprietari di appartamenti fittati irregolarmente agli studenti. “Occorre continuare in questa direzione – continua Zambetti – nel corso di questi anni si sono registrati progressi importanti anche grazie l’’intervento degli enti locali che hanno messo a disposizione risorse per l’alloggio”.  

Il quadro sul mondo studentesco apre però uno scenario anche sul mercato immobiliare barese. Secondo l’Agenzia del Territorio (ora integrata nell’Agenzia delle Entrate) analizzando i valori nelle 12 maggiori città per popolazione si evince che le quotazioni medie più elevate nel primo semestre 2013 (oltre 3mila euro al metro quadro) si registrano a Roma, Bologna e Firenze seguite a breve distanza da Milano (2.972 euro al metro quadro). Ovunque si registrano cali: nella Capitale del 2.4%, nel capoluogo lombardo del 1.1% e a Torino del 3.3%, ma nel caso di Bari questa oscillazione è di solo lo 0.4% rispetto al semestre dell’anno scorso, con un valore medio di 1762 a metro quadro. Questo nonostante il mercato residenziale nei capoluoghi si sia complessivamente contratto del 48%. 

Le ragioni sono molteplici e Zambetti, concludendo, ne individua almeno una: “Dalle nostre parti gli appartamenti sono in prevalenza di piccoli proprietari che non hanno alcun interesse a svendere le loro abitazioni e attendono che la crisi passi; ma questo poi pone problemi rispetto alla tenuta delle abitazioni la cui  manutenzione viene rinviata nel tempo”.

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