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Economia

Sciopero di quattro ore per il personale Ferrovie Sud Est, i sindacati: "L'azienda rispetti gli accordi sottoscritti"

Lo stop proclamato dalle 19.30 alle 23.30 di oggi, 9 febbraio. Al centro della mobilitazione le mancate trattative per giungere a una "parificazione delle retribuzioni" tra lavoratori assunti prima e dopo il 2017: "Disattesi gli impegni presi al tavolo della Regione"

Uno sciopero di quattro ore, di tutto il personale, per chiedere con forza all'azienda l'avvio di una trattativa, "nel rispetto di accordi già sottoscritti". A proclamare la mobilitazione dei lavoratori di Ferrovie Sud Est, dalle 19.30 alle 23.30 di oggi, 9 febbraio, sono state le segreterie regionali di Filt Cgil, Faisa Cisal, Fit Cisl e Uiltrasporti.

Una prima azione di protesta, quella indetta in maniera unitaria dalle sigle sindacali, che riguarda, in particolare, il mancato avvio di una "vera trattativa" che avrebbe dovuto portare a superare, è spiegato in una nota, le "inaccettabili sperequazioni economiche, a parità di qualifica rivestita, tra i lavoratori assunti pre e post settembre 2017", per giungere, in particolare, all'"adeguamento della voce retributiva indennità di presenza, che viene riconosciuta in misura significativamente ridotta ai post 2017". Una disparità che risalirebbe alla situazione attraversata in passato con il fallimento di Fse, per superare la quale, spiegano i sindacati, un primo accordo era stato raggiunto con l'azienda nel dicembre 2022.

"In un accordo sottoscritto in Regione il primo dicembre 2022 - ricorda Gennaro Fiorentino, segretaro regionale Filt Cgil con delega alla mobilità - l'azienda aveva assunto un impegno in tal senso. Si era parlato di risolvere questo problema delle retribuzioni dei lavoratori post 2017 entro cinque anni. Successivamente, con la firma dei contratti di servizio - prosegue Fiorentino - si erano create le condizioni affinché si cominciasse ad affrontare la questione come precedentemente stabilito. La trattativa è iniziata, ma senza mai entrare nel vivo, fino a quando, nell'ultimo tavolo in Regione, l'azienda, che fa parte del gruppo Ferrovie dello Stato, ha detto di non avere mandato per procedere". Una motivazione respinta dai sindacati, che invece fanno appello al verbale sottoscritto nel dicembre 2022: "Sono stati sottoscritti degli impegni - dice ancora Fiorentino - un verbale ha una validità, se non si rispetta nemmeno quello viene meno tutto. Noi chiediamo una ripresa della trattativa, ma in maniera concreta, fattiva".

"Questa è la prima azione proclamata, ma siamo pronti ad andare avanti se dall'azienda non dovessero arrivare risposte - afferma Aldo Venneri, segretario regionale Faisa Cisal - Con questo sciopero vogliamo richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e degli stessi lavoratori su una questione che è molto importante, e che in futuro potrebbe avere un peso anche al di fuori di Fse". L'adesione attesa e auspicata anche per lo sciopero odierno è piuttosto elevata: "Si tratta di una questione importante, che impatta su tutto il personale aziendale", dicono i sindacalisti.  In occasione del precedente sciopero, indetto per altri motivi, dalle stesse sindacali, l'adesione registrata fu del 98%. 

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