Il programma Garanzia Giovani? Un fallimento per la politica e per migliaia di giovani pugliesi e baresi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Emma, Feliciano, Floriana, Simone sono solo alcuni dei nomi delle decine di ragazzi che hanno partecipato a Bari all’incontro pubblico organizzato dalla segreteria territoriale della CISL in seguito ai solleciti sui social e con mail di centinaia di giovani, che hanno denunciato la situazione anomala che sta interessando l’attuazione del programma Garanzia Giovani in questa provincia e in tutta la Regione.

“Garanzia Giovani? Un flop! Ha esordito così il segretario generale Giuseppe Boccuzzi nel suo intervento. Non comprendo tanto vanto da parte dell’assessore regionale al lavoro Leo, per uno strumento che in Italia e in particolare in Puglia si sta rivelando fallimentare.  Garanzia Giovani - continua Boccuzzi rivolgendosi anche ai tanti giornalisti presenti - è la misura dell’Unione europea messa in campo, da oltre due anni, per favorire l’impiego dei giovani in particolare fra i 15 e i 29 anni di età che non frequentano la scuola, l’università, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione, stage o aggiornamento professionale. Questi ragazzi vengono identificati con l’acronimo Neet, ossia not in education employment or training”

Alla Puglia per l’attuazione del Piano è stato assegnato un fondo di 120 milioni di euro.  L’assegno di tirocinio che dovrebbero percepire i giovani è pari a € 450 mensili, erogato dalla regione Puglia attraverso l’INPS per un periodo massimo di 6 mesi, dodici per i diversamente abili per un impegno di 30 ore settimanali.

“L’aspetto più eclatante – spiega il segretario generale Giuseppe Boccuzzi - è dato dalla mancata riscossione del compenso stabilito, per la partecipazione ad una delle misure previste dal Piano Garanzia Giovani, ossia il tirocinio (oltre 4.000 quelli avviati in tutta la Regione).  A partire da giugno a tutt’oggi i ragazzi non hanno ricevuto alcuna remunerazione, aumentando così, il disagio dell’impossibilità di sostenere anche i minimi costi per portarsi sui luoghi di lavoro dei soggetti datoriali ospitanti, per coloro che del disagio (giovani disoccupati) fanno ormai una loro piaga sociale subita!!!!”

Sui 63.676 iscritti sono stati profilati 50.269, il 79% degli aderenti a Garanzia Giovani. 31.795 sono quelli che hanno firmato il patto di servizio, una media del 70%, in linea con quella nazionale.  “Ma occorre considerare- spiega ancora Boccuzzi   -  la platea dei giovani neet, non quella iscritta.  La Puglia ha 250 mila neet, il 15% dei neet del Sud, che tradotto in numeri sono 1milione 600mila rispetto al totale in Italia, pari a 2 milioni e 400mila, una cifra che dà il triste primato europeo.

In Puglia contiamo 4.509 assunti a tempo indeterminato dei 63.676 iscritti, il che significa l’ 1,8% dell’intera platea, una percentuale che fisiologicamente sarebbe assunta anche a prescindere da garanzia giovani. Se poi si considerano gli assunti a tempo indeterminato grazie al bonus occupazionale, siamo a627 su 250mila, in pratica allo 0,25%. percentuale ridicola. E il 6% dei profilati 14.321 dei 31.795 attende di cominciare a lavorare. La cosa più grave è che ci sono giovani che hanno già terminato il tirocinio, hanno affrontato spese e non hanno ricevuto una sola mensilità.

La CISL di Bari intende dare voce e spazio alle loro denunce e frustrazioni, e ci impegniamo ad un’opera di mobilitazione successiva per avere dalla politica meno proclami privi di effetti pratici, e più risposte adeguate ad una fetta della nostra popolazione, i giovani, abbandonati ad un destino di solitudine nella ricerca di una prospettiva occupazionale.

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